In questo articolo ti parlerò di come progettare una landing page efficace, un argomento fondamentale per chiunque scelga di fare business online attraverso inserzioni a pagamento. L’obiettivo di questo post è darti idee, da testare sul tuo sito, per aumentare i tassi di conversione della pagina e ridurre i costi di acquisizione dei contatti. Curioso di sapere come tutto questo sia possibile in 5 step? Continua a leggere e lo scoprirai.

Cos’é una landing page

Una landing page, ovvero pagina di atterraggio, è una pagina web, su cui l’utente finisce in seguito a un click su un link. Esso può essere contenuto in un normale articolo o, spesso, contenere la call to action di un’inserzione pubblicitaria a pagamento.

In quest’ultimo caso, la landing page, se progettata bene, dovrebbe sempre essere ottimizzata per soddisfare una unique selling proposition, e quindi raggiungere un obiettivo ben chiaro. Quale sia questo obiettivo, viene definito in fase di progettazione della campagna: acquisire contatti di utenti interessati al prodotto/servizio che offri, iscrizioni a un corso o a una newsletter.

Immagina la dinamica… Un utente trova la tua inserzione sponsorizzata su Facebook o su Adwords, clicca incuriosito dal tuo annuncio, e si ritrova sulla tua nuova landing page.

Questa è la prima volta che entra in contatto con la tua azienda, la primissima occasione che hai per farti conoscere. Le strade sono due. La pagina può essere efficace oppure no:

  • se è progettata in maniera efficace, condurrà l’utente alla compilazione del tuo form contatti

oppure…

  • potrebbe deludere le aspettative create dall’annuncio e spingere l’utente a chiudere la finestra del browser prima che tu ti sia chiesto “perché?”

Se la tua pagina di atterraggio non è ben studiata, stai perdendo non poche opportunità di business.

Meglio investire in una corretta progettazione della campagna, dal messaggio sponsorizzato, sino alla cura della pagina di atterraggio. Evita risultati mediocri, e di bruciare budget in uno strumento poco efficace.

#1 Il titolo di una landing page e la proposta di valore

un fiore bianco in mezzo ad altri scuri

Quando un utente arriva sulla tua landing page, cosa farà? Due persone su dieci continuano a leggere solo se il tuo titolo è sufficientemente convincente. Il titolo della tua landing page deve:

  • essere coerente con la pagina di atterraggio: l’incoerenza genera confusione e allontana il potenziale cliente dalla conversione. Usa quindi lo stesso look and feel della campagna sponsorizzata, lo stesso tono di voce
  • essere semplice e chiara: fin dalle prime righe della pagina, il lettore deve avere ben chiara qual è la tua offerta. Un titolo poco chiaro o metaforico potrebbe compromettere i tuoi sforzi
  • essere unica e di valore: fai leva su una unique selling proposition, ovvero su un’unica motivazione che possa spingere l’utente all’acquisto, e punta tutto su questa. Il tuo corso di studi è in grado di formare professionisti del web design, molto ricercati nel mondo del lavoro? Beh la tua unique selling proposition è aumentare, concretamente, le opportunità lavorative del tuo cliente potenziale. Punta tutto su quello.
  • rafforzare la tua proposta di valore con contenuti che, senza distrarre l’utente dalla compilazione del tuo form, dimostrino la validità della tua offerta: foto, video o ancora testimonianze sono tutti strumenti che possono confermare e rafforzare il tuo annuncio
  • usare parole chiave “che vendono”: risultati, immediato, garantito, veloce ecc
  • utilizzare la dicitura “come fare a”

Queste sono solo alcune idee per iniziare a entrare nel vivo della questione.

Ottimizzazione SEO per titolo, url e meta description

Ottimizzare il titolo, la url e la meta description (informazioni che appaiono nello snippet, sotto il titolo, nelle pagine dei risultati di ricerca) è indispensabile per far sì che la tua landing page raggiunga le prime posizioni sui motori di ricerca. Questo significherà maggiore visibilità e un aumento delle possibilità che le persone visitino la tua pagina.

La scelta delle parole chiave si rivela  quindi determinante per ottenere maggiore visibilità. È qui che entra in gioco il lavoro di un bravo consulente SEO. Se la strategia definita sarà corretta, anche i risultati della campagna non lasceranno ombra di dubbio.

2# Aggiungi testimonianze e recensioni alla tua landing page

testimonial

Commenti positivi, recensioni e testimonianze, meglio se video, possono rassicurare chi visita la landing page sulla validità della tua offerta. Il passa parola è lo strumento di marketing più potente al mondo, anche online.

Naturalmente evita recensioni artificiose (a buon intenditor, poche parole), o peggio genericamente inconsistenti, magari scritte da qualcuno che stai pagando. Potrebbero ritorcersi contro. Ahia!

#3 Ottimizza il modulo di acquisizione contatti

modulo contatti -lead generation

Più sono numerose le informazioni richieste all’utente, più sarà basso il livello di conversione, e quindi l’efficacia della tua landing page.

Un elevato numero di campi obbligatori potrebbe essere un problema, dal momento che la compilazione da smartphone e tablet è, oggettivamente, complessa. Risultato? L’utente potrebbe abbandonare la pagina a metà strada.

Perché chiedere informazioni dettagliate adesso, quando potresti chiedere solo nome e indirizzo mail, riservandoti di approfondire la conoscenza dei tuoi nuovi contatti, successivamente? Diversamente rischi di perdere capre e cavoli.

4# Elimina ogni possibile distrazione: The Isolation Tank

The Island

L’utente, il tuo quasi contatto, e potenziale cliente, si trova sulla tua landing page: il tuo obiettivo è farti lasciare la sua mail. Perché mai dovresti arricchire la pagina d’informazioni, come link ad altre pagine del tuo sito, o approfondimenti, che otterrebbero come unico risultato quello di distrarre l’utente?

Te lo ripeto: il tuo obiettivo è farti lasciare la sua mail.

Ecco cosa ti suggerisco di evitare, se stai progettando una pagina di atterraggio davvero efficace per il tuo business:

  • menù di navigazione
  • link a pagine del sito (sì, anche se i contenuti sono interessanti)
  • link a risorse esterne

Quello che devi creare è un vero e proprio effetto isolamento: l’unica azione che l’utente potrà compiere è compilare il form, o lasciare la pagina. Inutile girarci intorno.

5# Fai attenzione a forma, colore e dimensioni dei bottoni

Anche per quanto riguarda i bottoni occorre studio. Eh sì! C’è qualcosa che puoi permetterti di lasciare al caso? Nulla, ma proprio nulla.

Più il colore del tasto contrasta con il resto del sito, maggiore sarà la sua visibilità. Meglio se il tasto è leggermente tridimensionale.

L’arancione è un ottimo colore. È energico e fa pensare, secondo la psicologia del colore, e della conversione, all’acquisto o alla vendita.

Anche il rosso è un buon colore: crea una sensazione psicologica di urgenza. Potrebbe funzionare anche meglio di un tasto arancione.

Ti suggerisco di aiutarti nella scelta del colore con questa ruota dei colori: gli opposti, in generale, potrebbero essere utilizzati l’uno per la grafica generale e l’altro per il bottone.

Ruota dei colori -MADD

Diciamo che la scelta del colore è importante ma, per quanto fondata, la tua scelta, spesso, potrebbe anche non incontrare i gusti dei tuoi utenti. Per questo è importante anche fare degli A/B Test, per verificare l’efficacia di due versioni della medesima pagina di atterraggio, magari con l’aiuto di un programma.

La dimensione del pulsante è anch’essa da testare, anche se di solito più grande è, più converte.

Ecco qualche dritta per rendere la tua Call to Action irresistibile:

  • verifica sempre il colore del carattere
  • non concentrarti su ciò che il visitatore deve fare, focalizzati, piuttosto, su ciò che vuole ottenere
  • sul lato sinistro del pulsante, prova a inserire una freccia, verso destra
  • prova a usare un effetto hover che cambia il colore del bottone

Ora, la tua landing page, converte? Scopriamolo con un A/B Test

Bene, se hai letto fin qui, spero che la tua curiosità su come ottimizzare la landing page della tua campagna a pagamento sia soddisfatta. Eppure, ti dirò, esistono molte possibilità per ottimizzare ulteriormente quella landing page che hai creato così meticolosamente. Ad esempio facendo uno o più A/B test.

Cos’è un A/B Test

Ma se vuoi testare la tua landing page ti suggerisco di provare a fare un A/B Test. Cosa significa?

Vuol dire creare 2 pagine web di atterraggio, e farle visualizzare, alternativamente, agli utenti che visitano una determinata url, in modo da stabilire quale delle due varianti della pagina abbia un maggiore tasso di conversione.

Le due landing page dovranno essere uguali, tranne che per un solo dettaglio. Si tratta di un dettaglio che, però, farà la differenza in termini di tasso di conversione. Puoi scegliere di variare il colore o la forma della call to action, oppure titolo della pagina, o ancora l’ immagine utilizzata, e così via.

Per valutare quale delle due varianti converte di più occorre analizzare le performance delle 2 pagine  (acquisizione contatti, moduli d’iscrizione o d’acquisto).

Fare un A/B Test con gli Esperimenti di Analytics

A B TEST

Indubbiamente per monitorare l’andamento della campagna, che ha come pagina di atterraggio la tua landing, usi di certo Google Analytics. Ecco anche per condurre un A/B test puoi fare affidamento su questo strumento.

—>Vai alla sezione Esperimenti di Google Analytics.

Esperimenti è un tool che raccoglie dati relativi ai test condotti su due pagine web alternative, da un minimo di tre giorni, a un massimo di tre mesi.

Prima di iniziare qualunque esperimento dovrai mettere a fuoco il tuo obiettivo, attraverso una serie di step. A che scopo stai investendo sulla campagna? Vuoi aumentare il traffico web, vendere di più online, vendere di più in punto vendita?

Definizione dell’obiettivo

Creare un obiettivo  con Analytics non è obbligatorio per condurre un A/B test. Inutile dirti che, in ogni caso, definirlo significa creare un percorso di canalizzazione. Identificherai le pagine con un obiettivo (URL o evento) che corrisponde all’azione che vuoi che gli utenti facciano sul tuo sito (ad esempio, visitare una pagina o partecipare a un evento).

Test multivariato: crea le varianti della pagina originale

Se vuoi testare più di una sola variante per la tua pagina di vendita, allora dovrai ricorrere ad un test multivariato. In un esperimento, infatti, puoi includere fino a 10 varianti di una pagina. In questo caso più che di AB Test parleremo di test multivariato.

Utilizzando la pagina originale come base, puoi creare i seguenti tipi di varianti:

    • Immagini: scopri quale tipo di grafica genera la migliore risposta da parte dell’utente, ad esempio, foto di persone (modelli attraenti, portavoce ben noti), foto di prodotti, immagini stilizzate dei tuoi prodotti, semplici icone.
    • Testo: scopri il miglior tipo di approccio testuale (diretto, tecnico, casual, comico). È più efficace un testo breve o un testo lungo? Chiediti se una frase come Ulteriori informazioni generi un maggiore avanzamento verso l’obiettivo rispetto a Fai clic qui .
    • Immagine o testo oppure immagine e testo: scopri se gli utenti sono più influenzati dalle immagini piuttosto che dal testo o se preferiscono una combinazione di entrambi.
    • Troppo, troppo poco, giusto: gli utenti reagiscono meglio di fronte a una pagina satura di elementi grafici, numerose opzioni e inviti all’azione, una pagina che include solo la quantità minima di informazioni necessaria per farli avanzare lungo la canalizzazione o semplicemente una combinazione delle due cose?
    • Mettere in rilievo una funzione del prodotto rispetto a un’altra: se pubblicizzi una nuova macchina per gli entusiasti della guida, questi ultimi saranno più interessati al numero di cavalli e alla coppia o saranno più attratti dal design del telaio e dalla tenuta di strada?

Se hai suggerimenti, riflessioni o consigli da darmi, fallo pure nei commenti.

Il miglior modo per creare una landing page efficace è provare

Ma ti voglio dare un ultimo, spassionato consiglio: apri un’altra finestra del browser, sì, hai capito bene. Digita l’indirizzo della landing page su cui stai lavorando e comincia a farti qualche domanda rispetto ai punti di cui ti ho appena parlato. Scommetto che hai subito voglia di fare qualche modifica, per capire se i costi delle tue conversioni si ridurranno o meno. Ho indovinato?

Non ti rimane che provare. 🙂

Come ottimizzare una landing page e condurre un AB test
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Marialuisa Sanfilippo

Sono Marialuisa Sanfilippo e sono innamorata della comunicazione d'impresa sin dagli anni dell'università. Anche dopo la laurea, nella primavera del 2008, non ho mai smesso di studiare strategie e tecniche per rendere la comunicazione aziendale uno strumento al servizio del cliente, in un’ottica fortemente orientata al marketing inbound.
Questo, insieme a una buona dose di tenacia e costanza, mi ha permesso nel tempo di crescere e migliorami grazie anche alle continue collaborazioni con diversi professionisti del settore.
Ad oggi offro la mia consulenza ad aziende, enti e persone individuando la soluzione più adatta per comunicare con la clientela in maniera efficiente ed efficace, fornire un servizio migliore, guadagnare di più e lavorare meglio.
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