Oggi voglio parlarti del nuovo report di Hubspot  e Smart Insight, sul Content Marketing in Europa nel 2016.
Ogni anno, HubSpot e Smart Insights lavorano insieme alle aziende europee per stabilire lo stato del content marketing in Europa. Questo lavoro è utile a chi si occupa di marketing per comprendere quali siano i trend del settore, e identificare eventuali aree di miglioramento.

Content Shock: ne hai mai sentito parlare?

content shock

Se sei un addetto ai lavori, sei abbastanza consapevole del ruolo che hanno i contenuti nella tua strategia di marketing. La tendenza, già in atto da qualche anno, vede l’intero settore molto impegnato nella produzione di contenuti per il web. Con il relativo aumento della concorrenza.

In sostanza, fai molta più difficoltà a distinguerti oggi, che non 2 anni fa. Nel 2014 il web era uno spazio relativamente poco affollato, e c’erano circa un terzo dei blogger attuali, per non parlare di produttori di podcast, videomaker, pinner Pinterest, Instagrammer e fotografi. Diversamente, oggi, dobbiamo fare i conti con l’iper-produzione di contenuti online.

I contenuti disponibili raddoppiano in un periodo che va da 9 a 24 mesi, mentre la tua capacità di consumarli ha un limite. Anche se consumi contenuti continuamente, grazie all’uso costante dello smartphone, il tuo tempo ha un limite.

Questa situazione, se la analizzi da un punto di vista economico, come rapporto tra domanda e offerta, produce un fenomeno chiamato “Content Shock“: una situazione in cui l’offerta di contenuti sta esplodendo in maniera esponenziale, mentre la domanda è sempre la stessa, fa sì che le aziende debbano pagare perché i propri contenuti raggiungano i propri lettori. Pagare. Hai capito bene.

Contenuti alla ricerca della visibilità perduta

visibilità online a pagamento

Per essere visibile in SERP occorre pagare: un seo-copywriter che, ad esempio, sia in grado di dare visibilità e valore aggiunto ai tuoi contenuti, scrivendo in maniera SEO friendly. Ma potrebbe non essere sufficiente.

Nella creazione di contenuti utili per i tuoi utenti, preoccupati anche del modo in cui questi sono catalogati all’interno del tuo sito, di quale sia la strategia di marketing adottata. Produrre articoli “a mitraglia”, potrebbe non essere sufficiente per mantenere il numero di lettori che hai sul blog, ma è innegabile che avere una buona frequenza di pubblicazione, aiuti.

Pensa a quei settori come il turismo: non è per nulla semplice avere visibilità su argomenti ad alta concorrenza, sui quali i tuoi concorrenti sono presenti e radicati. Occorre una buona strategia, tanto studio e un po’ di perseveranza.

Oppure, puoi sempre investire budget in inserzioni sponsorizzate. Per avere visibilità sui motori di ricerca, sceglierai AdWords, oppure i network pubblicitari alternativi come Criteo, Rubiconproject, Coud.IQ, Ebay Enterprise e tutti quei canali nati grazie al Real Time Bidding.

Moltissimi di questi network sono costosi (per avere successo si parla di una spesa mensile di migliaia di euro, che non tutti possono permettersi), e tutti, o quasi, sono caratterizzati dal sistema del remarketing, ovvero, tracciano gli utenti già passati dal tuo sito, a cui ripropongono i contenuti della tua campagna. A pagamento. Se hai poche visite sul sito, l’efficacia della campagna, te lo dico, sarà bassa.

Su Facebook, invece, potrai fare affidamento su AdRoll, Facebook exchange o Perfect Audience. Ma, anche qui, nulla è scontato. Anzi. Per esperienza, posso dire che, non solo la portata organica di un post su Facebook è diminuita drasticamente nell’arco dell’ultimo anno, ma anche la visibilità a pagamento si è ridotta drasticamente.

Moltissime aziende, allettate dal costo potenzialmente basso delle inserzioni, e dalla semplicità di utilizzo, hanno, letteralmente, invaso il network. Il risultato è che, se vuoi una reale visibilità, devi pagare di più, in alcuni casi molto di più, rispetto allo scorso anno. Un utente medio può vedere nel proprio newsfeed, oltre 1500 post. Troppo! Ridurre il numero dei post per aumentare la visibilità di ciò che davvero interessa all’utente sarà la vera sfida di Zuckerberg? Se puoi smentirmi, ti prego, fallo!

In tutti questi casi, otterrai un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza, che sarà legato esclusivamente alla campagna a pagamento. E tu non puoi pagare a vita. Non è vero?

Content marketing e content shock: cosa fare?

Panico da iperproduzione di contenuti online

Secondo Nielsen, la quantità dei contenuti che consumiamo ogni giorno è cresciuta da 2 ore al giorno nel 1920, a quasi 11 ore, al giorno d’oggi. Ma non è tutto. Si prevede che la quantità d’informazioni sul web crescerà con un tasso del 500% nei prossimi cinque anni. Per capirci: internet tra soli 5 anni sarà circa 5 volte più grande rispetto ad oggi. Impressionante, no?

Ecco, se l’equazione domanda-offerta sarà così sbilanciata da qui a breve, come accade in qualunque sistema economico, cosa ti aspetta?

  1. Diminuirà il valore dell’offerta, che sarà inflazionata;
  2. dovrai aumentare la qualità della tua offerta di contenuti, investendo, tempo o denaro, a seconda che tu sia un addetto ai lavori o un’azienda;
  3. dovrai pagare perché i tuoi contenuti siano visti dai tuoi lettori.

Di contro, il rischio è perdersi nel mare magnum del web. Il fenomeno del content shock, sia chiaro, impatta in maniera assolutamente diversa i singoli settori merceologici, le imprese e le varie nicchie di mercato.

Aumenta la qualità dei contenuti

Content Shock? Studia

Ciò che puoi fare, a prescindere dal tipo di azienda per cui lavori, e dal settore di riferimento, è migliorare la tua strategia, investire in formazione, affinare le tecniche che utilizzi nella creazione di un piano editoriale o nello studio del mercato e delle tue buyer personas. Cerca di ottimizzare ogni step avendo sempre presente i vari stati del buyer’s journey, e cercando di organizzare i tuoi contenuti sulla base delle caratteristiche dei tuoi prospect.

Contemporaneamente, devi curare il tuo network, attivando collaborazioni e partnership, in grado di renderti popolare nella tua nicchia di mercato, dovrai essere in grado di valutare i risultati delle tue attività di marketing. Misura il ROI e investi su quelle forme di divulgazione a pagamento, di cui non possiamo più fare a meno, in maniera oculata. Fai attenzione a non spendere più di quanto effettivamente ottieni. Questo non è sempre semplice, me ne rendo conto.

Questo modus operandi potrebbe fare la differenza. Magari non oggi, ma certamente domani.

Qual è lo stato del content marketing, oggi, in Europa?

report content marketing 2016 HubSpot

Per dimostrarti quanto hai appena letto voglio proporti un’infografica che riassume lo studio, molto interessante, condotto da Hubspot e Smart Insight, sullo stato del content marketing in Europa. È da qui che ho tratto ispirazione per scrivere questo articolo.

Vuoi leggere il report nella sua versione originale? -> ecco il link per il download

Come potrai vedere, blog post ed email marketing sono le forme più efficaci di promozione per un’azienda, oltre che le più usate (ed economiche aggiungerei), seguite da infografiche e long form, video, webinar, forum, quiz, games e strumenti interattivi (tra cui le App).

Sono tutti contenuti, questi, che hanno costi di produzione. In termini di tempo e denaro. E non tutte le aziende investono in ugual misura in ciascuna delle suddette tecniche di produzione di contenuti. È più semplice scrivere un buon articolo, che produrre un video davvero buono. Ma, ciò potrebbe non essere valido il prossimo anno. I cambiamenti tecnologici hanno implicazioni non trascurabili. Questo, immagino che tu già lo sappia.

[infogram id=”JiNWkuoEGrI4wRc8″ prefix=”qnG” format=”interactive” title=”Lo stato attuale del content marketing in Europa”]

Con questo articolo vorrei ribadire, ancora una volta, che l’unica arma che hai per mantenere l’efficacia del tuo lavoro è studiare. Ritaglia del tempo per te, e per il tuo cervello. Farlo è importante, e non implica necessariamente una seduta relax al centro benessere, e nemmeno 40 minuti al giorno di fronte alla tua serie tv preferita. Per quanto queste attività abbiano un’importanza non trascurabile, per crescere professionalmente, aggiornati e comprendi il mercato in cui lavori.

Produci contenuti utili, seguendo una buona strategia

produci contenuti seguendo una buona strategia

Evita di farti sopraffare dall’ansia da prestazione. Studiare ti farà sentire più sicuro di te, senza doverlo necessariamente ostentare, eh! Se hai dei suggerimenti, sappi che non vedo l’ora di leggerli nei commenti. 🙂

Se non hai il tempo, tuttavia, perché non sei un marketer, ed evidentemente svolgi una professione diversa, che contribuisce già a rosicchiare buona parte delle 24 ore disponibili in un giorno, puoi sempre affidare il tuo budget ad un professionista serio.

In questo, MADD può esserti d’aiuto, sia operativamente, che per formare il tuo reparto marketing (quelle persone addette alla promozione aziendale). Rendi la tua azienda consapevole dei risultati rispetto agli investimenti fatti, e degli obiettivi ancora da raggiungere.

Ciò che otterrai sarà una crescita dell’impresa, culturale e poi anche economica. Nuovi obiettivi e strategie potrebbero essere esattamente ciò di cui hai bisogno per far volare il tuo business. Vuoi sapere se è così?

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Marialuisa Sanfilippo

Sono Marialuisa Sanfilippo e sono innamorata della comunicazione d'impresa sin dagli anni dell'università. Anche dopo la laurea, nella primavera del 2008, non ho mai smesso di studiare strategie e tecniche per rendere la comunicazione aziendale uno strumento al servizio del cliente, in un’ottica fortemente orientata al marketing inbound.
Questo, insieme a una buona dose di tenacia e costanza, mi ha permesso nel tempo di crescere e migliorami grazie anche alle continue collaborazioni con diversi professionisti del settore.
Ad oggi offro la mia consulenza ad aziende, enti e persone individuando la soluzione più adatta per comunicare con la clientela in maniera efficiente ed efficace, fornire un servizio migliore, guadagnare di più e lavorare meglio.
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