Hreflang e rel alternate: espandi il tuo sito web in un’altra lingua

Hreflang e rel alternate: espandi il tuo sito web in un’altra lingua

Conosci gli attributi rel=”alternate” e hreflang? Se la tua azienda ha un mercato estero, hai la necessità di avere una versione inglese del sito web. E come minimo dovresti occuparti di questioni che hanno a che fare con la SEO Internazionale. In questo articolo ti spiegherò come indicare a Google che il tuo sito ha una, o più versioni in lingue diverse, e come implementare l’attributo hreflang su un ecommerce basato su Prestashop.

Come indicare a Google che esistono versioni in più lingue di uno stesso sito?

sito web multilingue Se la traduzione del tuo sito, in inglese, o in altra lingua, non viene segnalata come tale, sia che tu stia utilizzando una strategia di sottodomini, sottodirectory o, addirittura, domini diversi, devi sapere che corri il rischio che il sito non verrà indicizzato correttamente nelle varie lingue, o peggio ancora creerai contenuti duplicati.

In altre parole, il tuo sito web ha bisogno di una corretta gestione delle sue pagine, e della loro traduzione. La soluzione per indicare a Google, e agli altri motori di ricerca, che il tuo sito ha un’espansione in una nuova lingua è adottare gli attributi rel=”alternate” hreflang=”x”che dovrai inserire su ciascuna pagina html del tuo sito. Si tratta di tag html che ha una sintassi estremamente semplice. Esso implica che una determinata pagina web abbia una versione alternativa, in un’altra lingua.

rel=”alternate” hreflang=”x”: cosa sono e quando usarli

link rel hreflang

Gli attributi rel=”alternate” hreflang=”x” sono  utilizzati da Google per mostrare all’utente la versione corretta di un sito multilingua. Per corretta, intendo nella lingua parlata nel luogo da cui mi collego, che in genere corrisponde a quella in cui  è impostato il browser del computer.

In altre parole, questo espediente farà in modo che, se cerco un determinato sito web da Londra, Google comprenderà che mi trovo in Inghilterra e, se ho impostato il browser in inglese, la versione che mi sarà mostrata di un sito multilingue, sarà quella in lingua inglese, e non quella in italiano, o russo. Questo automatismo consente al motore di ricerca di migliorare non poco l’esperienza utente, che si troverà ad avere a che fare con pagine a lui perfettamente comprensibili.

Il tuo sito web necessita di questi attributi?

3 casi che possono richiedere di implementare rel=”alternate” hreflang=”x”sono i seguenti:

  • I tuoi contenuti principali sono in una sola lingua, ma traduci, ad esempio, la barra di navigazione e il piè di pagina. Questo genere di soluzione viene comunemente adottata per le pagine con contenuti generati dagli utenti, come i forum.
  • I tuoi contenuti presentano piccole varianti locali, ma le pagine hanno contenuti simili in un’unica lingua. Ad esempio, potresti avere bisogno di contenuti in inglese destinati a utenti di Stati Uniti, Gran Bretagna e Irlanda, con specifiche varianti.
  • I contenuti del tuo sito sono completamente tradotti. Ad esempio, per ogni pagina hai le versioni in italiano e in inglese.

Quest’ultimo caso è quello più comune. La medesima situazione in cui io stessa mi sono trovata. Nel mio caso, il sito web di un cliente ha la doppia lingua: https://malinishop.com per la versione inglese, e https://malinishop.com/it/ per l’italiano. Si tratta di un sito in Prestashop, su cui l’obiettivo è implementare l’attributo, in modo da segnalare correttamente a Google che il sito ha una traduzione in inglese americano.

Link rel=”alternate” hreflang=”x”: come è possibile implementarlo

Se hai un sito web multilingue devi essere sicuro che in SERP venga mostrata la url locale corretta per ciascuna pagina. Mi pare chiaro. Come farlo? Eccoti, a seguire, 3 soluzioni possibili suggerite da Google, per implementare l’attributo hreflang in maniera corretta.

  • Inserisci gli attributi rel=”alternate” hreflang=”x” nell’intestazione di ogni pagina. Nella sezione del codice HTML di https://www.miosito.com/, inserisci il link alla pagina corrispondente in italiano così:
  • Intestazione HTTP. Se pubblichi un file in formato diverso da HTML (ad esempio PDF), puoi utilizzare un’intestazione HTTP per indicare una versione in lingua diversa di un URL. Link: <http://es.example.com/>; rel="alternate"; hreflang="es" Per specificare diversi valori hreflang in un’intestazione HTTP Link, separa i valori con la virgola, in questo modo: Link: <http://es.example.com/>; rel=”alternate”; hreflang=”es”,<http://de.example.com/>; rel=”alternate”; hreflang=”de”
  • Sitemap. Anziché utilizzare il markup, puoi inviare le informazioni sulla versione in lingua in una Sitemap.

Sarà importante segnalare l’indirizzo della traduzione, per ciascuna lingua, in ogni pagina del sito web Suggerimento → se hai ancora qualche dubbio ti consiglio di leggere, tra qualche paragrafo, l’intervista a Matteo Bononi

Hreflang nell’intestazione di ogni pagina indica tutte le pagine alternative, in ogni lingua

Quindi, ricapitolando, su tutte le pagine del mio ecommerce dovrei avere una cosa del genere: Nell’esempio qui sotto, nella pagina https://malinishop.com/it/borse-indiane/73-borsa-patchwork-indiana-nina.html, dovrò inserire questi tag, in cui si fa riferimento al fatto che la pagina sia presente in lingua italiana e in lingua inglese, e il relativo indirizzo web. In questo modo il motore di ricerca non scambierà le due versioni del sito.

Affinché ciò accada ricorda che l’attributo deve essere presente in ogni pagina del tuo sito web, e deve essere indicato tante volte, quante sono le lingue in cui una pagina è tradotta.

[ESEMPIO]

Per intenderci: se la pagina sopra riportata fosse in italiano, inglese, rumeno e francese, nella parte alta della pagina, denominata…dovrei inserire: it/borse-indiane/73-borsa-patchwork-indiana-nina.html”/> en/indian-bags/73-indian-patchwork-bag.html”/> ro/borse-indiane/73-borsa-patchwork-indiana-nina.html”/> fr/indian-bags/73-indian-patchwork-bag.html”/>

Suggerimento → Per completare il valore dell’attributo hreflang occorre conoscere i codici internazionali per lingua e luogo, corrispondenti a ciascuna url del sito multilingua. Questo markup serve per visualizzare la lingua o l’URL locale corretti nei risultati di ricerca.

Come gestire l’implementazione dell’hreflang su Prestashop?

Bene, a questo punto, io che non sono un programmatore, e che mi guardo bene dal metter mani all’HTML, se non per interposta persona (un grazie ufficiale a Gioacchino Nigrelli che ci pensa per me), mi trovo di fronte ad un muro. L’implementazione dell’attributo rel=”alternate” hreflang=”x” su Prestashop.

Inizialmente l’idea era scrivere a mano tutti i tag, facendo una scansione del sito web con ScreamingFrog, in modo da identificare tutte le pagine html, in italiano, ed in inglese. Di conseguenza procedo. Scansiono, esporto i dati in un file excel e divido le pagine in italiano, da quelle in inglese. E rimango a fissare il monitor.

Come farò a trovare le corrispondenze tra le pagine in italiano e quelle in inglese per scrivere tutti i tag e consegnarli a Gioacchino? Molto bene. Devo trovare una soluzione alternativa.

Quanto costa implementare l’hreflang?

Ok, giuro, mi stava venendo un bel mal di testa. Quindi inizio a interrogare Google, in cerca di una soluzione che facesse al caso mio. La mia query (domanda) è “plugin prestashop hreflang“. Quello che Google mi restituisce è questo:

serp hreflang Google

Questi sono i primi risultati. Com’è facile intuire il primo link su cui mi soffermo è il forum del sito di prestashop.com che mi suggerisce, nella sezione addons, una serie di soluzioni di cui discutono gli utenti. Spulcio un po’ e torno in SERP. (Solo dopo mi sarei accorta che tra quei post, più di una volta, l’amministratore della discussione fa riferimento al sito di un certo Matteo Bononi.)

Secondo link: si tratta sempre di una pagina del sito di Prestashop, ma stavolta mi trovo davanti una landing page, che mi propone di acquistare il Modulo Hreflang and Canonical tags, al costo di soli 59,99 € iva esclusa. Con iva l’investimento ammonta a ben 73,19 €. Una cifra sufficiente a mandarmi di nuovo in SERP a continuare la mia ricerca.

Al terzo posto trovo un title in inglese che mi dice che a quel link posso scaricare un plugin per prestashop creato da Matteo Bononi. Mai sentito prima. Curiosa come una scimmia, mi avvento su Facebook e contatto Matteo chiedendo giusto qualche informazione. Matteo mi risponde subito e gentilmente.

Decido, per tanto, di acquistare il suo plugin ad un costo irrisorio. Infatti, spulciando tra i moduli disponibili per Prestashop, in cerca di un’alternativa valida e più economica di Hreflang and Canonical tags, mi sono resa conto che esistono plugin che gestiscono l’attributo hreflang a partire da 29,99 € iva esclusa.

Gestisci l’hreflang su PrestaShop al giusto prezzo

Matteo Bononi hreflang

Sai qual è il costo a cui puoi ottenere questo risultato sul sito di Matteo? Soli 10,00 €. Incredibile. E lo dico a fronte del fatto che proprio oggi ho fatto il download, e la donazione (strameritata) a Matteo, avendo un’esperienza utente praticamente perfetta.

  • Scarichi il file in formato .zip
  • Vai nella sezione moduli di Prestashop
  • Aggiungi il nuovo modulo
  • Fai un semplicissimo click su ISTALLA
  • FUNZIONA!

Intervista a Matteo Bononi, web developer

Matteo Bononi

Matteo Bononi

Ecco, approfitto di questo articolo per fare qualche domanda a Matteo:

#1 Ciao Matteo, benvenuto su madd.it, chi sei, e di cosa ti occupi?

Ciao! Grazie per l’accoglienza! Mi chiamo Matteo Bononi (ma questo era chiaro), sono uno sviluppatore, appassionato anche di grafica e molte altre discipline informatiche e mi occupo principalmente di programmazione (sia front che back end), UX design, SEO e meno spesso (purtroppo) di grafica ed editing video. (mi trovate su www.matteobononi.it).

#2 Se non avessi trovato il tuo meraviglioso plugin, come avrei dovuto procedere?

Prestashop, in particolare, non ha nessuna gestione dei link hreflang nativamente nonostante abbia la possibilità di creare ecommerce in più lingue.
I negozi online sono la tipologia di sito più sofferente della mancanza di hreflang a causa del fatto che le pagine in lingua di un prodotto avranno molti elementi identici fra loro. Questo produce una grande quantità di “contenuti duplicati”,  dobbiamo quindi trovare un modo per spiegare a Google che le pagine tradotte nelle varie lingue sono appunto tali. Farlo manualmente sarebbe un incubo, perché i link cambiano di pagina in pagina.
Rimangono perciò due possibilità:
  • configurare il server perché restituisca degli header che definiscono la lingua della pagina, ma sarebbe davvero complesso sia da configurare da che mantenere (è appunto il server che gestirebbe questo comportamento e ottenerlo su i normali servizi di hosting senza avere un server dedicato è quantomeno difficile),
  • oppure usare la Sitemap per mappare le versioni in lingua di una pagina. Il metodo è abbastanza semplice, la sitemap non è altro che un file xml che elenca tutte le pagine del sito. Google non solo naviga nel sito seguendo i link, ma si basa anche sui dati che trova nella sitemap per comprendere la struttura del sito e mappare delle pagine.

#3 Come posso inserire i tag hreflang sulla sitemap?

Questo è un normale elemento di una generica sitemap, dove si indica a google la “presenza” di alcune pagine:

piuttosto semplice, senza nessun dato aggiuntivo, segnaliamo solo la presenza di una pagina. Il nostro sito però è multilingue, avrà perciò una struttura simile alla seguente:

Prendiamo ad esempio un prodotto, che, nelle varie lingue, avrà i seguenti link:

Nella sitemap dovremo indicare, per ogni pagina, le pagine “collegate” e la lingua che utilizzano usando l’attributo rel=”hreflang”, ecco come apparirebbe l’elemento che descrive la pagina in italiano:

 http://www.esempio.com/en/awesome_product1.html” />
 http://www.esempio.com/fr/produit_fantastique1.html” />
Questo, lo dovremmo replicare anche per le altre due pagine (quella in inglese e quella in francese), in modo che ogni versione in lingua abbia i link hreflang a tutte le altre.

#4 Inseriti i tag hreflang sulla sitemap, quali sono vantaggi, e svantaggi?

Il vantaggio di usare la sitemap è sicuramente quello di non dover mettere mano in nessun modo al sito, la sitemap, per siti semplici o con poche lingue, si può modificare anche a mano, basta un po’ di pazienza e precisione.

Gli svantaggi sono legati alla manutenzione, che è decisamente poco pratica: per ogni prodotto aggiunto, dovresti infatti riprendere in mano il file ed aggiungere tutti i link di quel prodotto. Un’altro svantaggio è dato dal tempo che impiega Google ad usare i dati della sitemap. Il motore di ricerca, infatti, indicizzerà prima la sitemap, e solo successivamente andrà a visitare i vari link presenti.

Perciò Google impiegherà un po’ più di tempo per indicizzare in modo corretto il sito, inoltre eventuali errori nella sitemap saranno risolti un po’ più in ritardo rispetto all’implementazione dei link hreflang nella sezionedel sito.

 #3 Potresti spiegarmi il modo in cui lavora il modulo HREFLANG?

Certo. Il plugin

HREFLANG lavora in maniera piuttosto semplice. Viene richiamato in tutte le pagine del sito, e quando una pagina viene richiesta, la prima cosa che fa è “chiedere” a Prestashop quali siano i link di quella pagina nelle varie lingue. In questo modo non deve “ricostruire” i link, ma è Prestashop che glieli segnala, tenendoli sempre aggiornati.

Se, quindi, dovessi cambiare l’url di un prodotto in una determinata lingua, una volta ottenuti i link, HREFLANG li inserisce nella pagina richiesta, nel formato adatto, nella sezione. Come dicevo la logica del plugin è davvero semplice, Prestashop però non aiuta, ogni tipologia di pagina ha un modo diverso per chiedere i link in lingua, il vero lavoro del plugin è quello di stabilire in che tipo di pagina si trova (dettaglio prodotto, lista categoria, pagina cms, etc) e chiedere “nel modo giusto” a Prestashop i link.

Ringrazio ancora Matteo per il suo contributo sul blog di madd.it. Sono convinta che oggi hai imparato qualcosa di nuovo sugli attributi rel=”alternate” e hreflang:”x”. Io, di sicuro, dopo questa bella chiacchierata, non ho davvero alcun dubbio. Tuttavia, se qualcosa non fosse chiaro ti prego di farmelo sapere nei commenti. Si può sempre arricchire l’articolo e migliorare, anche con il tuo contributo, quanto scritto sopra.

Se vuoi iscriverti alla newsletter di MADD non devi far altro che compilare questo form. E non dimenticare di votare l’articolo. Te ne sarò grata.

Graph Search, e risparmi budget sulle Facebook Ads

Graph Search, e risparmi budget sulle Facebook Ads

Vuoi sapere come profilare il tuo pubblico per andare incontro agli interessi dei tuoi clienti, attuali e potenziali? Oggi ti parlo di Graph Search e dei vantaggi di questo strumento, che fa capo al social network più popolare del pianeta: Facebook.

Conoscere il tuo pubblico è il modo migliore per iniziare qualunque attività di marketing, online o offline.

Nell’ultimo articolo su Facebook ti ho anticipato che questo social può essere considerato un database prezioso per indagare sui gusti dei tuoi fan o su quelli di un tuo concorrente, in fatto di musica, sport, abbigliamento, cinema, e molto altro ancora.

Graph Search, cos’è e come funziona

Graph Search, annunciato da Zuckerberg già nel marzo 2013, è uno strumento che consente di fare ricerche all’interno di Facebook. Un motore di ricerca semantico, disponibile solo in inglese americano. Il progetto prevede, un po’ come accade per Suggest di Google, di poter fornire risposte alle domande degli utenti, in una lingua naturale.

Graph Search combina i dati acquisiti dai propri utenti (quasi 1,65 miliardi di utenti – Fonte panorama.it) e dati esterni a Facebook. Si trattava, inizialmente, di dati ricavati dal motore di ricerca di Microsoft, Bing. Dal 2014 Facebook ha abbandonato la partnership con Bing e modificato il motore di ricerca del social network, che opera mediante un algoritmo di ricerca semantico. I risultati di ricerca vengono estrapolati in base ai contenuti inseriti dagli utenti e dai loro amici, sulla base delle loro relazioni e dei loro interessi. Influenza la ricerca anche l’impostazione della privacy degli utenti.

Come usare Graph Search

Sogni di avere una sfera di cristallo che ti consenta di risparmiare, ottimizzando il budget che spendi in pubblicità, e mostrando le tue inserzioni sponsorizzate solo a quegli utenti realmente interessati al tuo prodotto / servizio? Come ti raccontavo qualche giorno fa in questo articolo, probabilmente, la sfera di cristallo non ti serve.

Hai una pagina su Facebook? Un’attività da promuovere? Puoi costruire la tua strategia di marketing dall’analisi dei dati che puoi ricavare da Facebook, a partire dalle caratteristiche della tua fan base.

Facebook acquisisce, infatti, le preferenze delle persone, sulla base delle loro interazioni (like, commenti e condivisioni). Conoscere i tuoi fan può rivelarsi molto utile. Se sai cosa piace ai tuoi fan, che musica ascoltano, che brand seguono, quali pagine apprezzano, potrai, non solo, adottare un tono di voce adeguato nella tua comunicazione, ma anche ottimizzare le tue campagne sponsorizzate su Facebook e fare in modo da raggiungere esattamente il tipo di pubblico che ti interessa.

Come attivare Graph Search

Come attivare Graph Search di FacebookAttivare Graph Search è semplice. Basta andare nelle impostazioni, in alto a destra. Dopo di che, sul menù a sinistra troverai la voce “lingua“. Clicca su questa voce del menù.

modifica le impostazioni della lingua su Facebook per attivare Graph Search

Non ti resta che modificare le impostazioni sulla lingua.

MODIFICA IMPOSTAZIONI LINGUA PER ATTIVARE FACEBOOK GRAPH SEARCH

Scegli l’inglese come lingua, ma attento, parlo dell’inglese americano, English (US).

FACEBOOK IN UNGLESE USA PER ATTIVARE GRAPH SEARCH

A questo punto salva le modifiche e inizia ad usare la barra di ricerca di Facebook in un modo del tutto nuovo.

Oltre alla ricerca di profili e pagine, scoprirai che digitando domande, rigorosamente in inglese, Facebook ti risponderà.

Prova a digitare “Pages liked people who like (inserisci il nome della tua pagina Facebook)“. Ti accorgerai che potrai sapere esattamente le pagine apprezzate dai tuoi fan, comprendere meglio il mercato, quali sono le pagine dei tuoi competitors, quali quelle dei leader di settore, o altri tipi di pagine.

Potrai anche cercare gli utenti che hanno interesse per determinati argomenti. Digita ad esempio pages liked by people who like “public speaking”. Facebook troverà quelle pagine a cui hanno messo il like gli utenti interessati al public speaking.

Insomma, l’unico limite che hai è la creatività delle tue domande. Chiedi pure, e Facebook ti risponderà.

Impostazione del pubblico su Manage Ads (Gestione inserzioni)

Comprendere gli interessi dei tuoi fan con Graph Search può essere un’arma potentissima per intercettare persone interessate al tuo business.

Pensaci. Ma non troppo. Ti suggerisco piuttosto di cliccare su Manage Ads.

Sarà qui che potrai finalmente impostare gli interessi del tuo pubblico, gli stessi che hai trovato attraverso la barra di ricerca delle informazioni di Facebook: adesso sai che si chiama Graph Search, e che può darti una grossa mano nella comprensione del tuo pubblico.

Facebook gestione inserzioni come accedere

Avrai accesso al tuo account pubblicitario, dove potrai visualizzare le campagne attive, e quelle concluse. Una sorta di storico della tua attività di social media marketing.

Qui troverai un tasto verde, in alto a destra. Clicca su Create Ad. Ti ricordo che, a questo  punto le impostazioni della lingua prevedono l’inglese.

Creare un'inserzione sponsorizzata su Facebook

Arriverai nella pagina che ti consente di profilare il pubblico della tua inserzione. Appunto la sezione denominata Audience. Qui, oltre le caratteristiche anagrafiche del tuo pubblico, e l’area geografica cui è destinata la tua campagna di marketing, potrai definire gli interessi del tuo pubblico, proprio quelli che hai ricavato grazie all’uso di Graph Search.

Man mano che scrivi il nome della pagina, dell’interesse, del datore di lavoro o di molti altri tipi di informazioni sul target, Facebook ti suggerirà una lista di interessi, disposti in un menù, che possono facilitare l’accensione della tua scintilla creativa. Aggiungi tutti gli interessi.

Purtroppo, noterai che non tutte le pagine possono essere inserite tra gli interessi del tuo pubblico. Solo le pagine, i personaggi o gli interessi ritenuti da Facebook rilevanti. In pratica, si tratta di quelle pagine che hanno un numero di fan superiori alle 10.000 unità.

Combinando il sistema di targetizzazione della piattaforma con l’uso di Graph Search, non fai altro che migliorare la definizione del tuo pubblico e,  di fatto, risparmierai denaro. Facebook mostrerà la tua inserzione sponsorizzata solo alle persone con le caratteristiche individuate.

Benvenuto in Audience Insights

Con Audience Insights, ovvero il sistema che ti consente di profilare il pubblico, puoi descrivere a Facebook, esattamente che tipo di persone vuoi che vedano le tue inserzioni sponsorizzate. Risparmierai budget, decidendo di non mostrare l’inserzione alle persone che non hanno le caratteristiche definite da te.

Sappi che, inoltre, puoi intercettare gli utenti registrati alla tua newsletter, o i clienti che hai nel tuo database. Basta avere una lista contatti in formato .csv, e il gioco è fatto.

Suggerisci a Facebook qual è il tuo pubblico. Quali sono le pagine che gli interessano, che lavoro fa, quali sono le sue passioni, che musica ascolta?

Una volta completata la profilazione del tuo pubblico, potrai anche salvarla e utilizzarla ogni volta che vorrai. Ogni volta che la tua campagna digital si rivolgerà a quel tipo di buyer persona.

Ti dirò più avanti come ottenere il meglio da ogni campagna, impostando insieme a te un ipotetico pubblico e vagliando di volta in volta il possibile obiettivo della nostra inserzione sponsorizzata. Curioso? Non perderti il prossimo articolo. 😉

Hai bisogno di impostare una campagna sponsorizzata su Facebook?

[su_button url=”http://goo.gl/qTChUx” target=”blank” style=”soft” background=”#f88609″ size=”8″ center=”yes” icon=”icon: bullhorn” onclick=”https://www.madd.it/contatti”]Contattaci[/su_button]

Nessuno ti conosce come Facebook

Nessuno ti conosce come Facebook

Dal 2008, quante volte hai interagito con un post, pubblicato da aziende o persone, o istituzioni? Quante volte hai detto a Facebook cosa ti piace?

Ecco, forse al tuo compagno qualche tua preferenza sfugge ancora, ma ciò non accade al social network più usato del pianeta. Facebook è in grado di sapere esattamente che genere di contenuti preferisci, le persone con le quali interagisci. Che musica ascolti, i tuoi film preferiti,  chi sono le persone che segui, se sei tifoso e di che squadra.

A cosa servono questi dati? Puoi immaginarlo. Qualora non ci avessi mai pensato, ti spiego subito.

Prima di Facebook

Advertising classica: affissione statica e dinamica

Fino al 2008, quando Facebook non era ancora il social network che conosciamo oggi, le aziende pianificavano le proprie campagne di comunicazione, esclusivamente, attraverso la pubblicità classica, con l’obiettivo di intercettare i propri potenziali clienti, nei luoghi e nelle situazioni in cui, più probabilmente, questi si sarebbero trovati.

I mezzi pubblicitari dell’advertising classica, tutt’ora valida e utilizzata, comprendono esclusivamente:

  • Immagine coordinata aziendale
  • Brochure, flyer e volantini
  • Affissione statica (poster di vari formati)
  • Affissione dinamica (poster sugli autobus, e altri mezzi di trasporto)
  • Inserzioni o redazionali su giornali e riviste (periodici o quotidiani sia generalisti, che di settore)
  • Trasmissione su tv e radio (sia generalista, che di settore)

Per sapere quale mezzo di comunicazione abbia un migliore rapporto qualità prezzo, ovvero, quale di essi sia più efficace nel raggiungimento del destinatario, occorre acquistare costose indagini di mercato. Consultandole, è possibile scegliere la tipologia di rivista o canale televisivo con un costo contatto più basso, e una coerenza con il pubblico di riferimento più alta possibile.

Come si promuove una PMI?

Prima di facebook -pianificare la comunicazione.

Per un piccolo business è plausibile investire budget in pubblicità locale. Anche pensare a investimenti su una provincia o una regione, diventa piuttosto oneroso.

Solo le grandi aziende, con cospicui fatturati, potevano permettersi di avere una visibilità di questo tipo.

Il costo dei mezzi di comunicazione non è mai stato sostenibile per un’azienda a conduzione familiare. Parliamo o no, del modello di business su cui si regge l’intera economia del Paese?

Dopo Facebook

Facebook

Dal 2008 non è più così. Da quando Facebook si è diffuso, come una gigantesca macchia d’olio, le cose sono cambiate. E se non lo sapevi, da ora, lo sai.

I social, come l’esplosione del mercato degli smartphone, hanno reso l’uso di internet un’abitudine quotidiana quasi irrinunciabile per buona parte della popolazione mondiale. Il web non è più soltanto uno strumento di lavoro, imprescindibile per molti professionisti, ma un luogo d’incontro, di relazione, di scambio, ma anche di cazzeggio puro.

Questa rivoluzione l’hai vissuta quanto me, inutile raccontartela.

Un database impressionante

Facebook un enorme database di informazioni

Quello su cui vorrei invece concentrarmi è il database impressionante che è ormai diventato Facebook. Pensa a quante informazioni hai dato in pasto a questo social. Centinaia di milioni di like, share e commenti, relativamente a tutti i settori merceologici.

Le preferenze espresse dagli utenti sono dati preziosissimi. Analizzarli, significa comprendere le caratteristiche dei mercati, e poter adattare un prodotto o un servizio al suo mercato di riferimento, o semplicemente il modo in cui promuoverlo.

Queste informazioni, infatti, non derivano né da statistiche né da ipotesi, sono tutte informazioni reali, vere, pertinenti.

Hai un’azienda? Promuovila su Facebook

facebook per il business

Pensa che, a differenza di quanto accadeva prima del 2008, ogni azienda che sfrutti Facebook per dare visibilità al proprio business è in grado di selezionare, in maniera molto precisa, non soltanto le caratteristiche anagrafiche degli utenti a cui mostrare il proprio annuncio, ma persino interessi, posizione geografica, posizione lavorativa, e stato familiare.

Se usi Facebook Ads correttamente per promuovere il tuo business, questo significa 2 cose:

  • Hai la possibilità di spendere esattamente il budget che serve per raggiungere gli utenti che ti interessano. Si tratta di quelle persone potenzialmente interessate alla tua offerta commerciale
  • Il costo delle campagne, condotte anche su scala nazionale, diventa incredibilmente sostenibile e alla portata della micro-impresa

Il risultato è rivoluzionario. Facebook riesce a essere talmente preciso da essere uno strumento che non teme rivali nel panorama dei nuovi media digitali.

Scoprire chi è il tuo pubblico è una delle cose che puoi fare, e che può essere preziosa per orientare le tue azioni di marketing. Andare incontro ai gusti e alle esigenze di chi ti segue, o tenerne semplicemente conto, può aumentare sensibilmente il livello di familiarità percepito dal tuo pubblico.

Più economico di Adwords, più performante di Adwords?

meglio Facebook Ads o Google Adwords

Dal 2014, le visite che arrivano sul tuo sito sono per il 40% provenienti dai motori di ricerca e, per il 60 %, dai social network. Tra questi spicca Facebook, come IL social network. Non è una rivoluzione questa? La maggior parte del tempo in cui siamo online la dedichiamo ai social. Mi pare chiaro. Non è così anche per te?

Considera che le persone che arrivano al tuo sito dai motori di ricerca sono mosse da un’intenzione ben precisa, ovvero trovare informazioni su un prodotto o servizio.

Su Facebook il pubblico che intercettiamo è mosso da curiosità, o comunque interesse verso un argomento o, qualche volta, verso la persona che l’ha condiviso.

Così, su Google risponderai a una domanda, quella digitata dall’utente nella barra di navigazione.

Su Facebook hai la possibilità di stimolare quella domanda.

Mostra al tuo pubblico un’inserzione che incontri i suoi gusti e vedrai che scatterà l’attenzione, poi il click verso il tuo sito web. Ma, se non sai cosa piace al tuo pubblico come fai ad attrarlo?

Chiaramente parliamo di due modi, se vogliamo, complementari per intercettare utenti interessati. A differenza della piattaforma pubblicitaria di Google, però, Facebook Ads ha costi abbordabili, anche per un piccolo business, se il processo di selezione del pubblico e l’impostazione dell’inserzione sono gestiti adeguatamente.

Impara a profilare il tuo pubblico

PUBBLICO

Se ti stai chiedendo come fare a selezionare correttamente le caratteristiche del tuo pubblico, sappi che la prossima settimana inizierò a parlartene.

Se, invece, stai pianificando il budget per il 2017 non trascurare le possibilità che ti offre questa piattaforma.

Affidarne la gestione al cugino di turno non sarebbe adeguato. Selezionare correttamente le caratteristiche delle persone a cui far arrivare il tuo messaggio, può farti risparmiare parecchi soldi nella gestione delle campagne. Saranno più mirate e avranno maggiore possibilità di successo.  Non hai molta scelta: o impari a usare Facebook Ads oppure dovrai affidare la gestione delle campagne a una persona che sia in grado di farti risparmiare.

Non sai a chi affidarti? Sono qui per questo. 🙂

[su_button url=”https://www.madd.it/contatti” target=”blank” style=”soft” background=”#f88609″ size=”8″ center=”yes” icon=”icon: bullhorn” onclick=”https://www.madd.it/contatti”]Fai conoscere la tua azienda con Facebook Ads[/su_button]

Riflessioni sullo stato del content marketing nel 2016

Riflessioni sullo stato del content marketing nel 2016

Oggi voglio parlarti del nuovo report di Hubspot  e Smart Insight, sul Content Marketing in Europa nel 2016.
Ogni anno, HubSpot e Smart Insights lavorano insieme alle aziende europee per stabilire lo stato del content marketing in Europa. Questo lavoro è utile a chi si occupa di marketing per comprendere quali siano i trend del settore, e identificare eventuali aree di miglioramento.

Content Shock: ne hai mai sentito parlare?

content shock

Se sei un addetto ai lavori, sei abbastanza consapevole del ruolo che hanno i contenuti nella tua strategia di marketing. La tendenza, già in atto da qualche anno, vede l’intero settore molto impegnato nella produzione di contenuti per il web. Con il relativo aumento della concorrenza.

In sostanza, fai molta più difficoltà a distinguerti oggi, che non 2 anni fa. Nel 2014 il web era uno spazio relativamente poco affollato, e c’erano circa un terzo dei blogger attuali, per non parlare di produttori di podcast, videomaker, pinner Pinterest, Instagrammer e fotografi. Diversamente, oggi, dobbiamo fare i conti con l’iper-produzione di contenuti online.

I contenuti disponibili raddoppiano in un periodo che va da 9 a 24 mesi, mentre la tua capacità di consumarli ha un limite. Anche se consumi contenuti continuamente, grazie all’uso costante dello smartphone, il tuo tempo ha un limite.

Questa situazione, se la analizzi da un punto di vista economico, come rapporto tra domanda e offerta, produce un fenomeno chiamato “Content Shock“: una situazione in cui l’offerta di contenuti sta esplodendo in maniera esponenziale, mentre la domanda è sempre la stessa, fa sì che le aziende debbano pagare perché i propri contenuti raggiungano i propri lettori. Pagare. Hai capito bene.

Contenuti alla ricerca della visibilità perduta

visibilità online a pagamento

Per essere visibile in SERP occorre pagare: un seo-copywriter che, ad esempio, sia in grado di dare visibilità e valore aggiunto ai tuoi contenuti, scrivendo in maniera SEO friendly. Ma potrebbe non essere sufficiente.

Nella creazione di contenuti utili per i tuoi utenti, preoccupati anche del modo in cui questi sono catalogati all’interno del tuo sito, di quale sia la strategia di marketing adottata. Produrre articoli “a mitraglia”, potrebbe non essere sufficiente per mantenere il numero di lettori che hai sul blog, ma è innegabile che avere una buona frequenza di pubblicazione, aiuti.

Pensa a quei settori come il turismo: non è per nulla semplice avere visibilità su argomenti ad alta concorrenza, sui quali i tuoi concorrenti sono presenti e radicati. Occorre una buona strategia, tanto studio e un po’ di perseveranza.

Oppure, puoi sempre investire budget in inserzioni sponsorizzate. Per avere visibilità sui motori di ricerca, sceglierai AdWords, oppure i network pubblicitari alternativi come Criteo, Rubiconproject, Coud.IQ, Ebay Enterprise e tutti quei canali nati grazie al Real Time Bidding.

Moltissimi di questi network sono costosi (per avere successo si parla di una spesa mensile di migliaia di euro, che non tutti possono permettersi), e tutti, o quasi, sono caratterizzati dal sistema del remarketing, ovvero, tracciano gli utenti già passati dal tuo sito, a cui ripropongono i contenuti della tua campagna. A pagamento. Se hai poche visite sul sito, l’efficacia della campagna, te lo dico, sarà bassa.

Su Facebook, invece, potrai fare affidamento su AdRoll, Facebook exchange o Perfect Audience. Ma, anche qui, nulla è scontato. Anzi. Per esperienza, posso dire che, non solo la portata organica di un post su Facebook è diminuita drasticamente nell’arco dell’ultimo anno, ma anche la visibilità a pagamento si è ridotta drasticamente.

Moltissime aziende, allettate dal costo potenzialmente basso delle inserzioni, e dalla semplicità di utilizzo, hanno, letteralmente, invaso il network. Il risultato è che, se vuoi una reale visibilità, devi pagare di più, in alcuni casi molto di più, rispetto allo scorso anno. Un utente medio può vedere nel proprio newsfeed, oltre 1500 post. Troppo! Ridurre il numero dei post per aumentare la visibilità di ciò che davvero interessa all’utente sarà la vera sfida di Zuckerberg? Se puoi smentirmi, ti prego, fallo!

In tutti questi casi, otterrai un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza, che sarà legato esclusivamente alla campagna a pagamento. E tu non puoi pagare a vita. Non è vero?

Content marketing e content shock: cosa fare?

Panico da iperproduzione di contenuti online

Secondo Nielsen, la quantità dei contenuti che consumiamo ogni giorno è cresciuta da 2 ore al giorno nel 1920, a quasi 11 ore, al giorno d’oggi. Ma non è tutto. Si prevede che la quantità d’informazioni sul web crescerà con un tasso del 500% nei prossimi cinque anni. Per capirci: internet tra soli 5 anni sarà circa 5 volte più grande rispetto ad oggi. Impressionante, no?

Ecco, se l’equazione domanda-offerta sarà così sbilanciata da qui a breve, come accade in qualunque sistema economico, cosa ti aspetta?

  1. Diminuirà il valore dell’offerta, che sarà inflazionata;
  2. dovrai aumentare la qualità della tua offerta di contenuti, investendo, tempo o denaro, a seconda che tu sia un addetto ai lavori o un’azienda;
  3. dovrai pagare perché i tuoi contenuti siano visti dai tuoi lettori.

Di contro, il rischio è perdersi nel mare magnum del web. Il fenomeno del content shock, sia chiaro, impatta in maniera assolutamente diversa i singoli settori merceologici, le imprese e le varie nicchie di mercato.

Aumenta la qualità dei contenuti

Content Shock? Studia

Ciò che puoi fare, a prescindere dal tipo di azienda per cui lavori, e dal settore di riferimento, è migliorare la tua strategia, investire in formazione, affinare le tecniche che utilizzi nella creazione di un piano editoriale o nello studio del mercato e delle tue buyer personas. Cerca di ottimizzare ogni step avendo sempre presente i vari stati del buyer’s journey, e cercando di organizzare i tuoi contenuti sulla base delle caratteristiche dei tuoi prospect.

Contemporaneamente, devi curare il tuo network, attivando collaborazioni e partnership, in grado di renderti popolare nella tua nicchia di mercato, dovrai essere in grado di valutare i risultati delle tue attività di marketing. Misura il ROI e investi su quelle forme di divulgazione a pagamento, di cui non possiamo più fare a meno, in maniera oculata. Fai attenzione a non spendere più di quanto effettivamente ottieni. Questo non è sempre semplice, me ne rendo conto.

Questo modus operandi potrebbe fare la differenza. Magari non oggi, ma certamente domani.

Qual è lo stato del content marketing, oggi, in Europa?

report content marketing 2016 HubSpot

Per dimostrarti quanto hai appena letto voglio proporti un’infografica che riassume lo studio, molto interessante, condotto da Hubspot e Smart Insight, sullo stato del content marketing in Europa. È da qui che ho tratto ispirazione per scrivere questo articolo.

Vuoi leggere il report nella sua versione originale? -> ecco il link per il download

Come potrai vedere, blog post ed email marketing sono le forme più efficaci di promozione per un’azienda, oltre che le più usate (ed economiche aggiungerei), seguite da infografiche e long form, video, webinar, forum, quiz, games e strumenti interattivi (tra cui le App).

Sono tutti contenuti, questi, che hanno costi di produzione. In termini di tempo e denaro. E non tutte le aziende investono in ugual misura in ciascuna delle suddette tecniche di produzione di contenuti. È più semplice scrivere un buon articolo, che produrre un video davvero buono. Ma, ciò potrebbe non essere valido il prossimo anno. I cambiamenti tecnologici hanno implicazioni non trascurabili. Questo, immagino che tu già lo sappia.

[infogram id=”JiNWkuoEGrI4wRc8″ prefix=”qnG” format=”interactive” title=”Lo stato attuale del content marketing in Europa”]

Con questo articolo vorrei ribadire, ancora una volta, che l’unica arma che hai per mantenere l’efficacia del tuo lavoro è studiare. Ritaglia del tempo per te, e per il tuo cervello. Farlo è importante, e non implica necessariamente una seduta relax al centro benessere, e nemmeno 40 minuti al giorno di fronte alla tua serie tv preferita. Per quanto queste attività abbiano un’importanza non trascurabile, per crescere professionalmente, aggiornati e comprendi il mercato in cui lavori.

Produci contenuti utili, seguendo una buona strategia

produci contenuti seguendo una buona strategia

Evita di farti sopraffare dall’ansia da prestazione. Studiare ti farà sentire più sicuro di te, senza doverlo necessariamente ostentare, eh! Se hai dei suggerimenti, sappi che non vedo l’ora di leggerli nei commenti. 🙂

Se non hai il tempo, tuttavia, perché non sei un marketer, ed evidentemente svolgi una professione diversa, che contribuisce già a rosicchiare buona parte delle 24 ore disponibili in un giorno, puoi sempre affidare il tuo budget ad un professionista serio.

In questo, MADD può esserti d’aiuto, sia operativamente, che per formare il tuo reparto marketing (quelle persone addette alla promozione aziendale). Rendi la tua azienda consapevole dei risultati rispetto agli investimenti fatti, e degli obiettivi ancora da raggiungere.

Ciò che otterrai sarà una crescita dell’impresa, culturale e poi anche economica. Nuovi obiettivi e strategie potrebbero essere esattamente ciò di cui hai bisogno per far volare il tuo business. Vuoi sapere se è così?

[su_button url=”https://www.madd.it/contatti” target=”blank” style=”soft” background=”#9ee046″ size=”8″ center=”yes” icon=”icon: star” onclick=”https://www.madd.it/contatti”]contattaci[/su_button]

Guadagnare con Facebook: ecco come promuovere una P.M.I.

Guadagnare con Facebook: ecco come promuovere una P.M.I.

I social network rappresentano un passe-partout, una chiave d’accesso per il tuo business, che ti aprirà le porte ad una fetta di pubblico che cerchi e ti (a)spetta.

Quello che non puoi permetterti è ignorarne l’importanza: il 60% del traffico su un sito web proviene ormai dai social, secondo dati raccolti e presentati da Paolo Zanzottera, di ShinyStat, al Convegno GT 2014. Inutile dire che tra tutti i social lui regna incontrastato: Facebook è il socialnetwork.

Gestire la comunicazione online di un’azienda non è semplice. Esistono, infatti, diverse variabili e numerosi fattori da prendere in considerazione. Non solo questioni legate strettamente alla costruzione del sito web aziendale (struttura seo-friendly, architettura dei contenuti ecc.), e al suo posizionamento sui motori di ricerca, ma anche e soprattutto ad un’attenta gestione dei canali social e, in particolare, di Facebook.

gestire la comunicazione on line_mini

Scommetto che, anche se l’argomento ti incuriosisce, non hai molto tempo da dedicare allo studio del social media marketing. Ecco perché, in questo articolo, ti aiuterò a guadagnare con Facebook. Guadagnare stima, rilevanza e familiarità con i tuoi utenti, significa aumentare i tuoi clienti, perché per loro sarai riconoscibile e se saprai coltivarne il rapporto, saranno soddisfatti e parleranno bene di te.

Hootsuite: guadagni davvero tempo?

Hootsuite? non usarlo

Prova gratuita per 30 giorni, previo registrazione, e possibilità di condividere e programmare i tuoi post, grazie ad un sistema automatizzato. Hootsuite, tuttavia, presenta due svantaggi piuttosto rilevanti.

Il primo riguarda la visibilità a pagamento: non puoi sponsorizzare i tuoi post. Questo significa avere meno visibilità nella tua nicchia di mercato. Saprai, infatti, che tramite Facebook, Twitter, Linkedin e Instagram puoi fare pubblicità a pagamento, sponsorizzando i tuoi contenuti. Gli stessi contenuti che si spera indirizzino al tuo sito web o e-commerce. Se ci pensi, queste sponsorizzazioni sono un vero e proprio megafono. Un modo efficace per diffondere il tuo messaggio sui social network.

La seconda, invece, riguarda la visibilità organica dei post su Facebook. I post condivisi tramite software esterni a Facebook vengono penalizzati in visibilità. A parità di gestione, una pagina “alimentata” attraverso l’uso di piattaforme di pianificazione esterne ha una visibilità decisamente ridotta.

Con questo genere di strumenti hai, quindi, la possibilità di provare una gestione autonoma “risparmiando tempo”, ma in definitiva, il tuo messaggio quanta gente riuscirebbe a raggiungere, senza sponsorizzazioni?

PS → Quando costruisci una campagna di comunicazione per Facebook, come del resto ogni volta che confezioni un messaggio pubblicitario, l’analisi preliminare delle buyer personas è un passo fondamentale per “conoscere” clienti, interessi, desideri, e punti su cui far leva per essere rilevante per il cliente.

Guadagna tempo: concentra la tua strategia

usare tutti i social non è efficace

F.O.C.U.S. : follow one course until successful. Prendendo in prestito la lingua inglese, voglio introdurti il prossimo step che spesso rappresenta una sfida per chi voglia aumentare la propria rilevanza online.

Bisogna essere presenti su tutti i social? Per come la vedo io, no. O almeno non da subito.

Piuttosto che usare software per risparmiare tempo nella gestione di più social contemporaneamente, “segui un solo percorso fino al successo“, concentrati e, considerando il tuo settore merceologico, scegli il social media più adatto.

Ad esempio, se sei proprietario di una pizzeria, Facebook, Google Plus, e TripAdvisor potrebbero promuovere il tuo locale meglio di Twitter o Linkedin.

Per guadagnare con la pagina Facebook devi creare contenuti interessanti e utili per l’utente

crea contenuti utili per i tuoi lettori

Per guadagnare con la pagina Facebook devi saper creare dei messaggi accattivanti, che riescano ad imprimersi nella mente del lettore. Affinché i tuoi contenuti siano utili, e quindi pertinenti e rilevanti, hai bisogno, oltre che di scegliere il canale giusto, di pianificare la tua strategia editoriale:

Devi avere un piano per raggiungere gli obiettivi che ti sei fissato.

  • like, sharing e commenti servono?
  • come puoi capire se la tua strategia editoriale è efficace?

Domande, domande e ancora domande. Per risolvere questi dubbi, ecco alcuni consigli che ti daranno un quadro generale, sicuramente più chiaro.

1# Quanto vuoi guadagnare? Gli obiettivi di una strategia di digital marketing

Guadagnare con la pagina facebook

Definire gli obiettivi nel marketing digitale è fondamentale per misurare i risultati raggiunti e tracciare la strategia più efficiente ed efficace per raggiungerli. Gli obiettivi possono essere:

  • un aumento della percentuale di acquisti totalizzati dal tuo store online
  • un aumento del numero di richieste di preventivo
  • un incremento di traffico sul sito in seguito ad un’attività di blogging, che dal sito viene condivisa sui canali social ufficiali dell’azienda

Tutti questi risultati contribuiscono, concretamente, alla crescita del fatturato di un’azienda, di qualunque tipologia. Si parla, in questo caso, di obiettivi di business. Questi verranno tradotti dal reparto creativo in obiettivi di comunicazione, attraverso lo studio di immagini, colori, layout grafici ecc.

2# Buyer personas: chi sono i tuoi potenziali clienti?

buyer personas chi sono

Chiediti sempre a chi è rivolto il tuo messaggio: c’è differenza se il destinatario è un ragazzo o una mamma, o se è rivolto ad una cinquantenne in carriera. Conoscere il tuo interlocutore è, senza dubbio, il modo migliore per comunicare davvero, per ottenere quel feedback che è il culmine del processo di comunicazione.

Crea una mappa, un identikit dei tuoi interlocutori: nome, professione, età, storia, valori, bisogni, ecc. Ogni volta che dovrai creare un contenuto per una buyer persona, verifica di avere scelto il giusto tono, di avere utilizzato il giusto gruppo di parole chiave e di avere verificato che l’argomento della comunicazione sia di interesse del pubblico. Se creerai contenuti interessanti e utili per i tuoi clienti potenziali, fidati, “avrai vinto“.

3# Sviluppare una strategia: un piano editoriale per il tuo business

Guadagna con la pagina facebook studia un piano editoriale.

Sviluppare un piano editoriale ti consente di individuare delle parole chiave rilevanti, e pertinenti al tuo settore di appartenenza, per le quali posizionare il tuo sito, attraverso la scrittura di articoli sul blog.

Questi contenuti, studiati in base ai tuoi interessi, verranno infine condivisi sui social network aziendali, con diversi criteri, in base al canale scelto. Il piano editoriale è definito in base all’analisi delle buyer personas e all’identificazione di argomenti utili e interessanti per loro. Non necessariamente, anzi quasi mai, la strategia adottata per il posizionamento sui motori di ricerca viene adottata anche sui social, a causa della diversa finalità di questi strumenti.

A differenza dei motori di ricerca, i social non consentono, al momento, di cercare informazioni attraverso la barra di ricerca, ma ci fanno visualizzare contenuti nello stream. I contenuti che vediamo sono quelli delle persone o, più raramente, delle pagine con cui abbiamo maggiore interazione. A meno che non utilizziamo delle campagne sponsorizzate per far vedere l’annuncio ad un numero maggiore di persone. Più il target è definito, e meglio spendiamo il nostro denaro. Potenzialmente, una campagna che raggiunge 1.500 persone può avere un costo di 2 euro!

Un modo per diffondere il tuo articolo, e farlo arrivare ai tuoi clienti potenziali, è impostare una campagna su Facebook Ads. Se avete fatto bene l’analisi precedente, allora non sarà complicato individuare gli interessi del target.

4# Analizzare e confrontare: GWT e Analytics

Guadagna con il digital marketing

Monitorare i risultati delle nostre azioni è semplice: potrai usare tool gratuiti come Google Search Console, oppure Google Analytics, avendo un ottimo punto di vista sui risultati che raggiungerai. Puoi monitorare non solo gli accessi, ma moltissimi dati tra cui anche le fonti di traffico da cui provengono gli utenti tracciando ad esempio le campagne sui social con opportune url di monitoraggio, e verificando che tipo di risultati stai ottenendo.

Gli advertising pagano?

Sì. Eccome se pagano.

Facebook Ads paganoCon una strategia adeguata, tramite advertising, puoi trasformare un post di Facebook in potenziali clienti. Ovviamente, puoi vivere anche senza sponsorizzare un solo post, ma avere visibilità, per te, sarà molto più difficile.

La tua opinione

Sopravvivere nel mondo del digital marketing richiede impegno costante, tempo e denaro. Se non puoi dedicare il tuo tempo alla promozione della tua attività, dovresti affidarti ad un professionista: qualcuno che ti permetterà di raggiungere i tuoi obiettivi di business, ovvero vendere di più e lavorare meglio. Non sono queste le cose che contano per un imprenditore?

Se hai ulteriori dubbi o domande inerenti alla promozione attraverso i social media, non esitare a scrivermi nei commenti.