Un corso SEO a Messina: vi racconto come nasce SEO4Beginners

Un corso SEO a Messina: vi racconto come nasce SEO4Beginners

Un corso SEO a Messina? Sì, hai letto benissimo. Perché proprio nella città dello stretto? Perché sono nata a Messina, e uno degli obiettivi a cui penso ogni giorno è: come posso aiutare il mio territorio a crescere? Come posso essere utile?

Se avessi dedicato il 100% del mio tempo a lavorare per i miei clienti, avrei senz’altro offerto servizi a valore aggiunto agli imprenditori che si fossero affidati a me. E questo è già qualcosa. E lo faccio anche. Ma no, non mi basta, te lo confesso. Adesso siamo io e te, e ti dico, sinceramente, che mi piacerebbe migliorare la qualità del mercato, per dare la possibilità, a molte più aziende di quante io non ne potrei mai curare, di usufruire di servizi che abbiano un valore aggiunto “reale”.

Mi capita spesso di vedere progetti imprenditoriali e agenzie che, sotto il profilo SEO, non hanno né capo né coda. Non solo assenza di strategia, ma assoluta ignoranza delle più banali tecniche di ottimizzazione di una pagina web.

Se sei un professionista, e sulla SEO hai qualche dubbio, ti aspettiamo!

Ecco, a tutti i professionisti che si cimentano con Internet e i nuovi media, e che, per mancanza di tempo, di voglia o per chissà quale altra ragione, non riescono a seguire le regole dei motori di ricerca, vorrei dire che SEO4Beginners è un’occasione. Un’opportunità per migliorare il tuo progetto web, a partire dalla progettazione della struttura del tuo sito.

Non devi essere un programmatore per apprendere tutto ciò che abbiamo da dirti. Sia io che Giovanni abbiamo una cultura umanistica, poco avvezza ai numeri, ma molto avvezza alla semantica e alla sociologia. Quindi, se non sei un tecnico, non preoccuparti affatto. Sarai perfettamente in grado di comprendere. E laddove avessi dubbi, puoi sommergerci di domande. 😀

web programmer

SEO on-page, off-page e non solo: ecco di cosa parleremo a SEO4Beginners

Si parlerà di Semantic Web. Le parole che compongono i tuoi contenuti determinano il campo semantico di appartenenza di ciascuna pagina web. Imparerai ad analizzare (e creare) le tue buyer personas e il loro customer journey – due fattori fondamentali per comprendere quali sono le parole migliori per le quali posizionarti.

Ti mostreremo, inoltre, come attrarre traffico sul tuo sito, grazie a un blog e alla corretta stesura di un piano editoriale. L’obiettivo, del resto, è sempre lo stesso: pubblicare contenuti utili, in tutte le varie fasi del funnel di acquisto. Per farlo, occorre scrivere articoli leggibili e chiari. Ecco, questo è quello che imparerai a SEO4Beginners.

Naturalmente, dedicheremo una parte del corso anche agli aspetti più tecnici (e ostici) della SEO. Ma non temere, ti spiegheremo tutto nella maniera più chiara possibile.

Ti mostreremo, inoltre, come sia possibile orientare i bot, attraverso l’architettura del tuo sito web, e come sia semplice farlo, grazie alle tassonomie. Cosa sono le tassonomie? Si tratta di classificazioni, come categorie, sottocategorie e tag, che rendono il tuo sito, non solo più usabile, ma anche più comprensibile.

Il 26 Giugno, ringrazierai il momento in cui hai letto questo articolo. Ma non per le perle di saggezza contenute al suo interno. No. Piuttosto, per averti convinto (spero) a iscriverti al corso.

La tua visione del web sarà rivoltata come un calzino. Ti sentirai, finalmente, sicuro e consapevole. E avrai un mucchio di roba da approfondire.

Inoltre, al termine del corso, io e Giovanni, continueremo a darti supporto attraverso un gruppo che creeremo direttamente all’evento. Lo scopo del gruppo è raccogliere suggerimenti e consigli. E noi, saremo felici di risponderti. Insomma, un filo diretto con MADD, che avrà lo scopo di insegnarti a fare rete e cooperare.

La vision di un bravo marketer deve essere, innanzitutto, strategica e volta alla condivisione del proprio sapere. Internet è unopportunità da condividere.

Studi Scienze della Comunicazione (che a Messina è Scienze della Formazione)? I-S-C-R-I-V-I-T-I

blogger

Se sei uno studente, magari di Scienze della Formazione, sappi che questa potrebbe essere una grossa opportunità per imparare un mestiere che, attualmente, ha moltissime richieste. E il trend è in crescita costante.

Figure professionali come il SEO Specialist o il SEO Copywriter sono molto richieste. Pensa che “SEO Messina“, è una parola chiave che produce dalle 10 alle 100 ricerche mensili in media. “SEO Milano“, invece, oltre 3600. Mi pare evidente che Milano abbia capito perfettamente che online bisogna puntare sui contenuti, ma che presto questa sarà un’esigenza sempre più chiara alle aziende, a qualunque latitudine.

Ecco perché, se sei uno studente di comunicazione, un appassionato di marketing, o un comunicatore, il 24 e il 25 giugno vorremmo che fossi dei nostri.

AAA cercasi liberi professionisti con un sito in WordPress (che non sanno gestire)

Hai fatto della libera professione la tua principale vocazione? Ho paura di poterti capire. Hai investito (male) i tuoi soldi facendoti fare un sito web dal cuggino di turno (spero per te che si sia trattato del cuggino e non di una blasonata agenzia che ti ha fatto spendere 3000 euro per 5 pagine in croce!).

Ecco, se il tuo sito è in WordPress faresti bene a riservarti il biglietto. Grazie a 2 giorni di formazione full immersion, sarai in grado di accedere al pannello admin e gestire il tuo progetto, in totale autonomia e senza aver paura di combinare chissà che danno irreparabile.

Da lì, potresti iniziare a sperimentare e mettere le mani in pasta. Del resto, ti servirà un po’ di allenamento prima di diventare capace. Ed è normale. Io e Giovanni saremo sempre pronti a darti consigli e suggerimenti. Il nostro obiettivo è renderti consapevole. Anche solo di valutare se la persona che lavora allo sviluppo del tuo sito sia competente davvero. Non rendertene conto potrebbe costarti, a conti fatti, molto di più.

SEO4Beginners è un evento che ti apre un mare di opportunità

Partecipare a SEO4Beginners non solo ti farà crescere professionalmente, ma ti farà crescere umanamente. Aprendoti la mente a una serie di possibilità a cui prima non avevi pensato. Essere consapevole del funzionamento della rete ti farà capire come migliorare il tuo business e avere visibilità, almeno locale, ma anche nazionale. Questo dipende da quanto sono ambiziosi i tuoi progetti. Noi ti diamo le basi. Sarà compito tuo studiare e sperimentare sul campo per diventare un vero professionista.

Ci vediamo il 24 e il 25 giugno? Mi dicono dalla regia che abbiamo già i primi iscritti… Sbrigati, ché 15 posti vanno via in fretta! 😀

Scopri SEO4Beginners

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Come fare una SEO Audit e verificare lo stato di salute del tuo sito web

Come fare una SEO Audit e verificare lo stato di salute del tuo sito web

Ogni promessa è debito e, come scrivevo giorni fa sul mio profilo Facebook, ho da poco consegnato a un cliente, Carmelo Freni, imprenditore messinese, una SEO Audit del suo sito web. Carmelo non sapeva esattamente cosa gli avrei venduto, ma sapeva che lo avrei aiutato a migliorare le performance del suo sito. Nativa Integratori Naturali, così si chiama l’azienda, produce, e vende online, un integratore alimentare per il miglioramento del metabolismo (per i curiosi il sito è www.nativaintegratorinaturali.it).

In questo articolo, ti elenco gli step per condurre una SEO Audit accurata e diagnosticare eventuali problemi del tuo sito o, perché no, di quello di un tuo cliente. Esattamente come io ho fatto con il sito di Carmelo. 

Cos’è una Analisi SEO

Cos'è la SEO audit?

Partiamo dalle definizioni: una SEO Audit è un documento che riporta tutti i dati dell’analisi condotta su un sito web. Un checkup completo e opportuno, dove vengono evidenziate tutte le problematiche e le modifiche da fare. Questo serve a rendere il sito performante dal punto di vista della strategia, della SEO on page e on site, della link building e della velocità di caricamento delle risorse.

Il sito di Carmelo è una semplicissima landing page a cui è agganciato un blog, contenente una ventina di articoli. La landing page è stata fatta da un’altra web agency, di cui ometterò il nome, per la privacy. Carmelo ha poi iniziato a curare il blog, insieme alla moglie. Nessuno dei due si è mai chiesto come dovessero essere scritti i contenuti, ma vedendo il traffico sempre molto basso, hanno deciso di contattarci.

Il sito che vedi adesso online è il risultato di alcuni interventi fatti in seguito alla SEO Audit. Ma non ti nego che i lavori sono ancora in corso, per alcuni aspetti. I risultati si intravedono, ma ancora c’è tanto lavoro da fare. Content marketing in primis.

Ecco una checklist operativa degli step affrontati nel corso della SEO Audit.

Analisi SEO Audit, come si conduce? Ecco una checklist

Seo Audit checklist

Per semplificarti il lavoro, ho suddiviso gli step operativi da affrontare per produrre una SEO Audit. Seguono 7 paragrafi, ciascuno dedicato a una parte di analisi, necessaria per valutare correttamente un progetto web.

#1 Analisi situazionale

Analisi delle buyer personas

Abbiamo condotto un’analisi accurata del mercato, dal punto di vista delle ricerche degli utenti su Google, attraverso diversi strumenti SEO, gratuiti e a pagamento.

La fase iniziale di studio parte sempre da un’analisi delle buyer personas, ovvero gli acquirenti potenziali del nostro prodotto o servizio. Senza conoscere il pubblico del nostro cliente, non puoi formulare alcuna strategia.

Chi sono le persone che vogliamo intercettare? Di cosa si occupano, qual è la loro storia? Quali sono gli argomenti sui quali cercano informazioni? In che punto del loro buyer’s journey, il percorso che un individuo compie fino all’acquisto, vogliamo intercettarli? Queste sono domande a cui devi dare una risposta, prima di passare al passo successivo, ovvero…

Keyword Research

L’individuazione delle keyword di settore, e di quelle a esse correlate, diventa il secondo step della SEO Audit, fondamentale ai fini di una buona strategia. Abbiamo quindi isolato le keyword più rilevanti, e una serie di parole chiave correlate.

Analizzare le parole chiave di un settore merceologico significa scandagliare il web. Comprendere in che modo gli utenti, interessati ai servizi o prodotti del tuo cliente, cercano informazioni online. Quali sono gli argomenti che potrebbero suscitare interesse, e trasformarsi, quindi, in oggetto di ricerca?

Non resta che verificare su Keyword Planner, e altri SEO tool, le parole chiave che abbiamo individuato. Devi comprendere il modo migliore per lavorare su quelle con un maggior volume di ricerca, e bassa concorrenza, su cui costruire la strategia.

Quelle che riporto nella tabella a seguire sono le parole chiave di settore, isolate per www.nativaintegratorinaturali.it.

Keyword primarieVolumeConcorrenzaCompetitor
alimentazione palestra5400altagjav.com, mypersonaltrainer.com, myprotein.it
dieta palestra1600bassawww.greenstyle.it
www.greenstyle.it
integratori palestra 1600bassawww.albanesi.it
www.my-personaltrainer.it
www.abcallenamento.it
integratori naturali1000altamypersonaltrainer.com, macrolibrarsi.it, gjav.com, sorgentenatura.it
glicemia alta9900altawww.analisidelsangue.net

my-personaltrainer.it,

www.abilitychannel.tv

berberina1300medianutrifarma.it, my-personaltrainer.it, blog.iafstore.com
culturismo natural140bassamy-personaltrainer.it,

my-personaltrainer.it,

skepticaldragoon.it

cromo5400bassamy-personaltrainer.it, myprotein.it, blog.iafstore.com
esercizi per dimagrire18.000bassa www.portalebenessere.com

www.eserciziperdimagrire.org

www.leitv.it

Un esempio pratico di content marketing inbound per ATTRARRE TRAFFICO QUALIFICATO con la keyword “esercizi per dimagrire”

Diventa un punto di riferimento per la tua nicchia di mercato! Delizia i tuoi clienti con l'Inbound Marketing!

Anche se il blog di Carmelo non parla di esercizi per dimagrire, ho reputato interessante questa parola chiave, e le molteplici keyword long tail a essa correlate (esercizi per dimagrire la pancia, i glutei, i fianchi, le braccia, le gambe, ecc…).

Creare una categoria incentrata su questo argomento, e suggerire il suo sviluppo attraverso il blog, mi sembra un’ottima idea per attrarre traffico qualificato. Il cliente ha anche una palestra, e può confezionare una serie di video sull’argomento. Il che sarebbe ottimo. La keyword, inoltre, non è solo a bassa concorrenza, ma genera anche 18.000 ricerche mensili, in media. “Un piatto ricco in cui ficcarsi”, amici miei (semi-cit.).

Chi cerca “esercizi per dimagrire” vuole dimagrire con il movimento, quindi, è in target rispetto al prodotto venduto da Nativa Integratori Naturali. Sicuramente, attrarremo una persona che vuole allenarsi a casa, e a cui potrebbe certamente interessare provare un integratore naturale, per massimizzare il metabolismo e, quindi, a dimagrire.

Analisi SEO del posizionamento attuale

A questo punto, bisogna passare all’analisi dello stato di salute del sito. Indica, a monte, le keyword per le quali il sito del tuo cliente risulta visibile, entro i primi 100 risultati di Google.

Attraverso SEOZoom, ho estrapolato tutte le parole chiave per le quali il sito è visibile sui motori di ricerca. Da questa analisi si capisce che, rispetto alle keyword individuate durante l’analisi semantica condotta a monte, il sito è invisibile per le keywords di interesse, in quanto posizionato dalla 3° pagina dei risultati, in avanti.

Se il blog fosse strutturato con un’architettura dei contenuti coerente e ben organizzata, in funzione degli argomenti cercati dagli utenti, il sito avrebbe un migliore posizionamento per ogni singola categoria.

Invece, esistevano circa 15 categorie, tutte con pochi articoli, che rendevano ogni tassonomia poco rilevante. Per non parlare dei 20 tag – quasi uno per articolo. 

Definizione della strategia

Sulla base delle parole chiave individuate, puoi costruire anche la tua strategia inbound sul sito. Una rete di collegamenti studiata ad hoc, per posizionare il sito web per per determinati argomenti, correlando gli articoli e creando tassonomie orizzontali e verticali, grazie a tag e categorie. In questo modo la navigazione risulterà più semplice e intuitiva.

Io e Giovanni abbiamo, per prima cosa, dato uno sguardo al sito e a come fosse impostato. Il blog non aveva una sua collocazione in una pagina del sito. Era letteralmente “incastonato” nella landing page. Scelta poco sensata. Le tassonomie erano inesistenti. Se le categorie racchiudevano, più o meno per argomenti, i diversi articoli, i tag erano usati in maniera schizofrenica, priva di senso.

Abbiamo così creato la pagina blog, ed eliminato una serie di categorizzazioni inutili. Dopo aver riformulato le tassonomie, abbiamo impostato il blog come lo vedete adesso.

#2 SEO Audit: ottimizza la SEO on page

protocollo sicuro https

Il lucchetto verde è simbolo del protocollo sicuro https

Riscrivi title, description, url e alt tag, in base alle keyword

A seguire, occorre ottimizzare, per ogni singola pagina web (pagine, articoli e categorie), tutti i fattori di posizionamento on page. Per il sito di Carmelo abbiamo fatto proprio questo. Ovvero, abbiamo ottimizzato, in base alla strategia adottata:

  •  title
  • description
  • i tag h (h1 – h2, h3 ecc.)
  • i tag alt per le immagini
  • le url di ogni pagina

Tutta l’ottimizzazione on page è stata fatta seguendo le direttive di Google, in modo da correggere del tutto l’indicizzazione del sito.

Suggerimento A seguito di quest’ultima modifica, ricordati di scrivere tutti i redirect 301 opportuni dentro il file .htaccess, per non perdere link juice, ovvero il ranking della vecchia url.

#3 Verifica l’ottimizzazione SEO on site

A parte l’ottimizzazione on page, occorre verificare anche l’ottimizzazione on site. Tutte questioni legate a struttura, backlink e link interni.

Sitemap xml

Uno degli step dell’analisi prevede la verifica della sitemap xml e l’utilizzo di Search Console (Webmaster Tools) per inviarla a Google. Attraverso il plugin SEO Yoast abbiamo escluso dalla sitemap tutto ciò che non serve indicizzare. Inoltre, abbiamo configurato Search Console, e:

  • rimosso le pagine inutili dall’indice di Google
  • inserito la sitemap xml
  • rinviato all’indice il sito web, per fare una nuova scansione

Mappa Utente

È importante verificare la presenza di una mappa utente del sito. Questa è utile ai motori di ricerca per comprenderne la struttura, e per gli utenti, che possono avere un quadro chiaro degli argomenti affrontati sulla piattaforma web. Se la mappa utente non è presente, va inserita. Segnalalo al tuo cliente o, nel caso il sito sia il tuo, provvedi a crearne una.

Gestione pagina 404 e pagina di ricerca interna

Come viene gestita la pagina di errore 404? Oppure, ogni qual volta che, facendo una ricerca nel sito, non trovi ciò che stai cercando, come viene gestita la pagina di ricerca interna al sito? Occorre ottimizzare queste pagine. Possono contenere inviti a proseguire la navigazione, senza dare l’impressione all’utente di aver sbagliato qualcosa (Error 404!). Come?  Ma attraverso delle call to action studiate ad hoc! Sfruttale, per mantenere il lettore incollato al tuo sito.

Analisi dei link interni

L’oggetto di questa parte dell’analisi sono i collegamenti che costituiscono la rete di link interni, funzionale al collegamento degli argomenti e al rafforzamento della correlazione tra le pagine del sito. Quando ci è stato affidato l’incarico, fatto salvo che per i menù e le tassonomie, non c’erano molti link interni al sito. Così, abbiamo costruito delle strategie che correlassero gruppi di argomenti, attraverso anchor text che approfondissero gli articoli, rafforzando i contenuti a vicenda.

In fase di analisi, i dati riportati poi sulla SEO Audit sono inerenti a qualità e numero dei link esterni, e alla quantità di link interni, quasi tutti creati da me e Giovanni, a seguito dell’ottimizzazione del sito. Per i dati su Citation Flow, Topic Flow e Trust Flow ci siamo affidati ai dati estrapolati da tool automatici come Majestic.

Http o Https?

protocollo sicuro https

Il lucchetto verde è simbolo del protocollo sicuro https

Verifica, inoltre, che iI sito offra o meno la navigazione su protocollo sicuro https. Laddove non ci fosse, ed è questo il caso, consigliamo sempre di passare al protocollo sicuro. Specialmente da mobile, gli utenti possono essere scoraggiati a fare acquisti su un sito non sicuro, tanto più se questo particolare, viene evidenziato da Google. Oltretutto, puoi considerarlo ormai un fattore di ranking. Non astenerti, quindi, dal suggerire questa modifica.

#4 Una SEO Audit è anche analisi semantica dei contenuti

La parte della SEO Audit dedicata all’analisi dei contenuti è stata davvero illuminante. In questa fase ti occorrerà verificare fattori come la leggibilità e l’adeguatezza dei contenuti. Attraverso i tools di cui ti parlerò tra poco, puoi fare analisi precise e apportare i miglioramenti necessari. Un po’ come abbiamo fatto noi.

A prima vista, la homepage del sito non ha nessun problema, il contenuto appare “chiaro”, ben distribuito. Ti ricordo che il sito promuove un integratore che ti aiuta a perdere peso, agendo sulla glicemia dei cibi.

I contenuti testuali sono stati analizzati con strumenti online che calcolano la leggibilità di un testo in base all’indice di Gulplease (che tiene conto del rapporto tra lunghezza di parole, frasi e del numero delle lettere) e che estraggono, anche, termini potenzialmente difficili. Essendoci riferimenti ad aspetti medici è normale che i testi non possono essere semplici come in altri contesti. Tuttavia, abbiamo suggerito di adottare uno stile quanto più semplice e comprensibile possibile, nella stesura dei nuovi blog post. Inoltre, abbiamo rivisto alcuni contenuti della homepage, considerata di difficile lettura dal software.

analisi seo dei contenuti

Gli indici della complessità del testo vengono utilizzati anche dai motori di ricerca come fattore di ranking.

Il testo, in generale, risulta leggibile sia per dimensione, che per livello di contrasto, sia su desktop che su mobile. Il white space (spazio bianco tra un capoverso e l’altro) e i titoli H, aggiunti in fase di ottimizzazione, contribuiscono a migliorare la leggibilità.

Suggerimenti per migliorare la leggibilità di un testo

Abbiamo suggerito di adottare più immagini, illustrazioni o grafici da inserire all’interno del testo, per rendere immediatamente comprensibili concetti difficili, un maggior uso della titolazione, dei grassetti o altre convenzioni tipografiche che possano consentire la “scansione” visiva del testo, oltre che la lettura.

Una consulenza fatta bene si misura, anche e soprattutto, dal grado di consapevolezza che riesci a dare al cliente, e dall’attuazione di una serie di migliorie alla strategia, per conseguire prima i risultati sperati.

Un po’ come fa qualunque dietologo. Analizza lo stato di salute del paziente, e dà una dieta da seguire. Se poi non segui la dieta, è ovvio che faticherai a perdere peso. Allo stesso modo, noi, oltre a condurre l’ottimizzazione on page e on site, diamo indicazioni su tutte le criticità riscontrate. Ma poi occorre un cambio di strategia da parte del cliente, altrimenti è tutto inutile.

Suggerimenti per migliorare la coerenza semantica di un testo

Continuando a lavorare alla verifica dei contenuti, ci siamo accorti che il contenuto dell’homepage del sito era tutt’altro che chiaro ai motori di ricerca. E che il settore in cui l’azienda veniva posizionata, per quella pagina, era addirittura “business”. Per stabilirlo, ho scansionato il sito con Majestic, che oltre a rivelare dati su trust Flow e Citation Flow, rileva anche il Topical Trust Flow.

Inizialmente, non capivo perché. Poi, attraverso l’estrazione delle entità semantiche, con un altro software (ti svelerò di quale software sto parlando nell’apposita sezione), ho capito che la maggior parte del testo della homepage era contenuto nella parte bassa della pagina. Esattamente, qui:

Nativaintegratori testi nascosti in homepage

Ormai, questi due contenuti sono stati spostati in due pagine nuove. Fino a qualche giorno fa, però, erano in homepage, falsando completamente l’argomento della pagina, perché piuttosto corposi. Come puoi vedere dalla figura sotto.

dandelion estrazione entity

#5 Link building

In base all’attività editoriale sul blog, puoi suggerire la pubblicazione di nuovi contenuti utili. Questo può aiutare a costruire nuovi link in entranti da fonti esterne, così come il coinvolgimento di esperti del settore.

Si può, inoltre, effettuare un’analisi specifica per i siti che competono su parole chiave di interesse, vedere se ci sono casistiche, con un numero di backlink interessanti, e trovare (anche tramite altri metodi) dei siti correlati, con cui fare attività di PR, al fine di favorire la creazione di nuovi link verso il sito e aumentare la notorietà del brand.

#6 Segnali sociali: qual è il loro peso nell’analisi SEO?

I “social signals”, ovvero il numero di condivisioni, “like” o commenti che una pagina web riceve sui social, sono tenuti in considerazione da Google nel ranking. Ciò che occorre verificare è se i meta tag open graph sono stati impostati perfettamente, se la Twitter Card è ok, oltre al livello di popolarità di ogni pagina su Facebook.

Nel caso del sito di Carmelo, la homepage è abbastanza popolare, meno popolare il blog, ma è abbastanza chiaro il motivo: è stata creata solo da pochi giorni. E i segnali sociali sono impostati correttamente, anche se mi sento di suggerire l’adozione di un plugin di condivisione più evidente.

7# Valutazione della Performance.
Tools (strumenti) per una SEO Audit accurata

Molte delle analisi per comprendere la performance di un sito web, sono generate da software che aiutano ogni bravo consulente a districarsi. I SEO tool specifici sono essenziali, per valutare le principali caratteristiche e il funzionamento delle risorse coinvolte.

I tempi di attesa dell’utente, prima della visualizzazione dei contenuti di un sito, sono rilevanti sia su KPI relative all’engagement (tassi di rimbalzo e tempi di permanenza), sia in termini di conversione.

All’interno del report commissionato dal cliente, abbiamo riportato l’esito di alcuni test condotti. In particolare ho usato:

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Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.

Web Page Test, uno strumento free

Con Web Page Test puoi seguire un test gratuito della velocità del tuo sito web, utilizzando i principali browser (contiene anche quelli utilizzati dai dispositivi mobili), e alla velocità di connessione reale dei consumatori. È possibile eseguire semplici test o eseguire test avanzati. I risultati saranno informazioni preziose: una diagnosi accurata del sito e dei modi per migliorarne le prestazioni. Esiste un forum di supporto in cui tantissimi professionisti discutono di ottimizzazione web legata alla performance.

GTmetrix: verifica le prestazioni del tuo sito web

GTmetrix ti dà la possibilità di testare le prestazioni di un sito web, in relazione a velocità di caricamento e ottimizzazione delle risorse. Semplice e intuitivo, i risultati sono di facile comprensione. Questa a mio avviso è la forza di questo software. Le principali funzioni riguardano il monitoraggio delle pagine, e registrandoti (anche gratuitamente) hai accesso a uno storico dei tempi di caricamento delle tue pagine web, nel tempo. Inoltre, puoi testare una pagina da diverse nazioni, nonché da dispositivi mobili.

Google PageSpeed

Google PageSpeed è anch’esso un software che analizza la performance del tuo sito web, attribuendo un punteggio da 10 a 100 sulla velocità del sito da desktop e da mobile. Inoltre, fornisce suggerimenti utili per migliorare le prestazioni del sito. Fai subito una scansione del tuo sito web e comincia a prendere coscienza delle modifiche che dovresti apportare, lato server, e lato css, jquery e cache del sito. Se non conosci questo strumento, sarà un’esperienza entusiasmante. Un po’ meno se non sei un tecnico e avrai bisogno di soluzioni per far fronte a tutte le criticità.

Ecco cosa abbiamo scoperto su www.nativaintegratorialimentari.it

Homepage del sito NaturaLoad

Con gli strumenti di cui ti ho appena parlato, abbiamo valutato quali interventi fossero da effettuare sul sito web del nostro cliente. Quello che occorre fare per migliorare le prestazioni del sito, te lo riassumo in un breve punto elenco. Giusto per soddisfare la tua curiosità.

  1. Attivazione della cache lato browser
  2. Contenuto del sito non compresso lato server
  3. Validazione della cache lato server
  4. Compressione delle immagini o utilizzo di una CDN
  5. Caricamento delle librerie JavaScript alla fine della pagina

Il prossimo step sarà, quindi, trasferire il sito su un server più performante, che ci dia modo di usare sistemi di caching avanzati. Inoltre, comprimeremo tutte le immagini, o valuteremo l’utilizzo di una CDN. E dovrà essere ottimizzato il caricamento delle librerie javascript, mettendole alla fine della pagina, per consentire ai bot una scansione più veloce del sito web.

Altri Tool SEO utili per condurre un’analisi SEO

Tra i diversi strumenti usati, adesso che siamo giunti alla fine di quello che avevo già preannunciato come un articolone sulla SEO Auditi, vorrei indicarti alcuni tool, gratuiti e a pagamento, che trovo utilissimi nella fase di analisi del sito che precede la compilazione del documento.

Analisi delle Keyword

Oltre a Keywordplanner, che non puoi non conoscere, ecco alcuni tool che puoi usare nel lavoro di ricerca delle tue Keyword di settore, e delle parole chiave a queste correlate, e non solo.

  • SEOZoom → Si tratta di un tool a pagamento, ma il costo direi che è accessibile. Ivano Di Biasi, con la sua suite di analisi tutta italiana, offre un valido strumento di analisi delle Keyword. Uno strumento che restituisce tantissime informazioni su concorrenza, volume di ricerca, cpc medio e parole chiave correlate, espresse, anche, attraverso un grafico ad albero molto intuitivo.
    Tool seo SEOZoom
  • Ubersuggest  → Per trovare rapidamente nuove parole chiave non disponibili su Keyword Planner. inserisci la tua keyword e otterrai tantissimi suggerimenti di parole chiave utili per SEO, Content Marketing o PPC. È gratis.
  • Keyword explorer di SEO Tester online → Oltre a darti in pochi secondi un checkup SEO completo, avrai accesso a centinaia di keyword e suggerimenti, analisi dei competitor e tanto altro. Questo strumento è stato sviluppato da un team di giovanissimi sviluppatori di Catania. Per noi, un motivo in più per utilizzarlo. Largo ai giovani.

Scansione del sito:  title, description, tag h e molto altro in Excel

  • Screaminfrog → Un tool utilissimo per scansionare un sito web ed estratte tutti i tag on page ordinati su un file excel. Anche questo strumento si presenta in versione freemium. Puoi scaricarlo gratuitamente, ma scansionerà fino ad un massimo di 500 url. La licenza di utilizzo costa intorno ai 250 euro, per un anno intero, e li vale tutti. Una volta su Excel puoi lavorare filtrando i dati e inserendo colonne che conteggino il numero di caratteri, verificando che siano allineati alle direttive di Google. Inoltre, puoi vedere la struttura del sito e dati come tempi di scaricamento delle risorse, legati quindi alla performance del sito stesso.

Analisi semantica nella SEO Audit

  • Translated Labs → La leggibilità indica quanto un testo sia facile da comprendere. Un testo ben scritto è più efficace, facilmente comprensibile e rapido da leggere. Ci aiuta a stimare/valutare la difficoltà di un testo per meglio pianificare le attività di traduttori e revisori. L’informazione scritta, specialmente in rete, deve essere diretta e ben strutturata. Un’analisi automatica del testo può fornire spunti per migliorarne la leggibilità. Per analizzare i tuoi contenuti, e verificare che siano di facile lettura devi usare un analizzatore di leggibilità come Translated Labs.
  • Dandelion → è un software di estrazione semantica che rileva gli argomenti trattati in una pagina web. Serve a verificare che ciò che percepisci tu, sia chiaro anche al motore di ricerca. Se non fosse stato per questo software non avremmo mai scoperto che l’homepage del sito di Carmelo avesse un problema generato dai contenuti (privacy e condizioni di acquisto) messi in basso sulla pagina. Poco rilevanti all’occhio umano, perché nascosti, ma molto visibili al motore di ricerca.

Analisi SEO della Link Building

  • Majestic → Majestic SEO Site Explorer è un noto strumento di verifica dei backlink. Il tool ha un modello freemium. Senza un account sei in grado di accedere solo alle informazioni generali su un URL richiesto o dominio (ad esempio, numero di domini di riferimento, numero di backlinks esterni, il numero di indirizzi IP, ecc.). Se ti registri con un account gratuito, ricevi informazioni supplementari, ed hai anche l’accesso ai primi 5 backlinks, la top 5 dei domini di riferimento, e le prime 100 pagine (in base al numero di domini di riferimento) per la tua richiesta.

E tu, come analizzi il tuo sito web?

Stupire un cliente con la SEO audit

In questo articolo, oltre ad averti raccontato un po’ del mio lavoro, attraverso la case study di un cliente, ti ho mostrato alcuni spunti, secondo me, interessanti, per condurre un’analisi SEO approfondita e sbalordire i tuoi clienti.

Ovviamente, questo documento richiede tempi di realizzazione non esattamente brevi, ma i contenuti sono di altissimo valore per qualunque azienda che intenda sviluppare il proprio business online. Questo perché la qualità paga, ma, come mi suggerisce Francesco Ambrosino, va anche pagata. Impegno e costanza sono il modo migliore per raggiungere un obiettivo. Quindi, stupisci il cliente dando il meglio di ciò che sai fare, sempre. Il tuo obiettivo è deliziarlo e fare in modo che parli bene di te.

E tu, hai altri tool o strategie da suggerirmi per affinare, ancora di più, il mio lavoro? Se ti fa piacere condividere questo genere di informazioni, non esitare a scrivere nei commenti. Aspetto un feedback da parte tua, anche su questo articolo.

Prima di chiudere, vorrei solo ringraziare te che sei arrivato fino alla fine. Grazie per avermi concesso un po’ del tuo tempo. Se lo hai apprezzato, condividi l’articolo, affinché altri utenti, come te, ne possano beneficiare. Diversamente, fammi sapere su cosa non sei d’accordo. Ogni critica può essere costruttiva.

Alla prossima baby. 😉

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Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.

SEO on page: ottimizza il tuo sito per i motori di ricerca

SEO on page: ottimizza il tuo sito per i motori di ricerca

Come fai a sapere se ti serve una Consulenza SEO? Oggi facciamo insieme un’analisi delle caratteristiche che rendono il tuo sito web ottimizzato, almeno per quanto riguarda la SEO on page. In questo articolo troverai tutte le informazioni utili per ottimizzare ogni tua pagina web. Se poi volessi approfondire l’analisi, scopri come condurre una SEO Audit.

SEO on page: Ti propongo un gioco

Prova a fare una ricerca su Google, relativamente a prodotti o servizi del tuo settore merceologico. Il tuo sito appare tra i risultati della ricerca? Nemmeno tra quelli locali? Se la risposta è negativa, non è un buon segno. In questo caso, potresti avere bisogno di un consulente SEO, una figura professionale che ti aiuterà a:

  • aumentare la possibilità di avere una posizione elevata sui motori di ricerca
  • guadagnare traffico dai social network come Twitter, Facebbok, Linkedin, Google+, ecc
  • aumentare i link in ingresso sul sito: chi troverà i tuoi contenuti, se questi saranno interessanti, li segnalerà ad altri utenti, attraverso link che puntano sulle pagine del tuo blog
  • migliorare la percezione del tuo brand nel suo settore di riferimento aumentando stima, rilevanza e familiarità dei tuoi utenti

Fattori SEO on page

Quali sono gli elementi SEO che vanno “ottimizzati” perché una pagina web possa essere comprensibile, non solo per i motori di ricerca, ma in primo luogo per le persone?

A monte di questo ragionamento è necessario comprendere quali sono le parole attraverso cui gli utenti cercano informazioni, per uno specifico settore merceologico.

Sulla base dell’analisi delle ricerche degli utenti, bisogna individuare le parole chiave attraverso le quali vogliamo essere trovati e, di conseguenza, stabilire con precisione Title, Description, URL, Alt Tag e tutti gli altri fattori SEO on page più importanti.

Title di una pagina web: cos’è e come ottimizzarlo?

Il Tag Title di una pagina web (o di un articolo) è probabilmente l’elemento SEO on page più importante che Google considera per quanto riguarda l’indicizzazione e il ranking.

consulenza Seo Catania

È la porzione di testo (qui sopra riportata in viola) attraverso cui Google richiama i contenuti del sito. A patto che le parole utilizzate per titolare la nostra pagina siano pertinenti alla ricerca di informazioni effettuata dall’utente.

Se il tuo sito ha un uso cattivo del tag Title, sarà complicato che il motore di ricerca lo trovi e possa restituirlo come risultato della ricerca di un utente.

Se la tua homepage ha come titolo “Benvenuto”/”Home”, o se usi lo stesso tag title per tutte le pagine del tuo sito, capirai che difficilmente Google riuscirà a indicizzare correttamente il tuo sito.

Un buon Title deve

  • essere descrittivo della pagina
  • contenere le keyword pertinenti con il contenuto della pagina
  • essere compatto, ovvero non superare le 65 battute, spazi compresi, diversamente il titolo verrà troncato e compariranno dei puntini di sospensione che per l’utente equivale ad avere informazioni incomplete su ciò che andrà a trovare dentro la pagina, col risultato che probabilmente non ci cliccherà sopra! Un po’ come accade per questo che vedi qui sotto , che è un mio vecchio blog, aperto diverso tempo fa su WordPress e che oggi mi serve a farti capire quali sono gli errori da non commettere .
  • destare curiosità e interesse
  • essere (se occorre) persuasivo.

Un brutto Title è

  • pieno di keywords
  • poco o per nulla descrittivo della pagina
  • supera i 70 caratteri
  • sterile piatto ed inefficace o fuorviante
  • non comunicativo (“Benvenuto”/”Home”) o addirittura inesistente

Uso del tag title: errori da non commettere

Cos’è la description di una pagina web?

La Description di una pagina web (o di un articolo) è una breve sintesi del contenuto della pagina, ed è esattamente la porzione di testo mostrata su Google sotto il title SEO. Tra i fattori SEO on page è quello che non migliora, in maniera diretta, l’indicizzazione della pagina. Tuttavia la sua presenza aumenta la possibilità che l’utente licchi su quel risultato.

La description infatti serve a sintetizzare l’argomento della pagina web e a dare indicazioni all’utente. Ma come occorre che sia una description ben fatta?

Rivediamo l’esempio di prima:

Cos'è la Description di una pagina web?

Una buona description deve essere

  • esaustiva e accattivante
  • dare un assaggio del contenuto della pagina
  • catturare l’attenzione dell’utente fino a farlo incuriosire e portarlo al click
  • essere non più lunga di 140 caratteri, spazi compresi per evitare che Google la tronchi

Se riguardi di il mio “cattivo esempio” ti accorgerai che nessuno di questi parametri è rispettato”. Non è comprensibile, né a google né all’utente, quale sia il contenuto della pagina proposta.

Ecco una cattiva description

Una brutta Description è

  • poco descrittiva e fuorviante
  • non sintetizza il contenuto della pagina
  • scarsamente significativa per l’utente
  • più lunga di 140 caratteri

Il risultato di un lavoro fatto così è diminuire il cosiddetto Click Through Rate, ovvero il numero di click che ricevi dalla SERP (o pagina dei risultati di ricerca).

Cos’è una URL e a cosa serve?

La parola URL sta per Uniform Resource Locator e indica l’indirizzo a cui si trova una pagina web. Esattamente allo stesso modo in cui via, numero civico, città e CAP (che insieme formano il tuo indirizzo) indicano la posizione geografica in cui si trova la tua casa, il tuo ufficio, ecc. Trai i fattori SEO on page ha una certa importanza, in quanto da, anch’essa, informazioni sul contenuto della pagina. Ecco perché una buona url deve essere parlante. Ovvero deve comunicare cosa contiene una certa pagina web.

Cos'è l'Url di una pagina web?

Una buona Url è:

  • comprensibile, quindi leggibile dall’utente,in primis, e dal motore di ricerca
  • contiene, coerentemente al titolo e alla description della pagina, le parole chiave attraverso cui vogliamo che gli utenti ci intercettino nelle proprie ricerche
  • compatta quanto basta

Controllando le pagine del tuo sito web nella barra degli indirizzi del motore di ricerca, appaiono caratteri incomprensibili e poco significativi? Se la risposta è positiva, stai compromettendo la visibilità del tuo sito web sui motori di ricerca.

Immagina di spedire una lettera senza indicare chiaramente l’indirizzo del ricevente. Come farà il postino a recapitarla? Come faranno gli utenti a rintracciare le tue pagine web se non fai in modo che siano chiaramente “indicizzate”?

Cos’è l’Alt tag per le immagini?

L’Alt tag, o alternative tag è l’insieme di quelle parole chiave che ti permettono di categorizzare le immagini di una pagina web. Categorizzare le immagini aiuta i motori di ricerca a trovare le immagini e organizzarle nei risultati di ricerca.

Ti ricordo che ormai moltissime persone, proprio per l’immediatezza del riconoscimento visivo di una immagine, utilizzano le ricerche per immagini, una modalità che non puoi non tenere in considerazione.

cos'è il Tag Alt per le immagini

Cos’è il Tag H o Header?

L’Header non è altro che il Titolo di una pagina web. Esistono diverse dimensioni di titolo a seconda dell’importanza che ha all’interno della pagina. Ogni pagina web, secondo le direttive di Google, dovrebbe avere un solo titolo h1, per indicarne l’argomento principale. Questo dev’essere, inoltre, accattivante. Scoprire ma non troppo l’articolo, per renderlo interessante. Anche il titolo H1, oltre ad essere uno dei fattori SEO on page più rilevanti, concorre moltissimo a determinare il tasso di rimbalzo di una pagina. Se è scritto male o poco interessante potrebbe far scappare i tuoi lettori.

Un buon titolo deve essere

  • esaustivo e far comprendere il contenuto dell’articolo in maniera concisa e immediata
  • incuriosire il lettore per invitarlo a continuare la lettura oltre il titolo stesso
  • promettere qualcosa che poi verrà mantenuto all’interno del testo. Se titolo una pagina “La ricetta della marmellata con le pere”, non posso parlare di quanto siano buone le mie pere, senza accennare minimamente alla ricetta

La SEO richiede studio e dedizione

Diffida da chi ti dice che farà in modo che il tuo sito sia al primo posto nelle ricerche di Google. Se non fa riferimento ad alcuno studio del tuo settore merceologico e non riesce a intercettare le parole chiave per le quali ha intenzione di posizionare il sito, ti sta vendendo fuffa.

Posizionare un sito in prima pagina non significa nulla. Anzi, qualcosa può significare: che il tuo interlocutore ha le idee poco chiare sul funzionamento dei motori di ricerca, e su come si faccia a ottimizzare correttamente un sito web.

I fattori SEO onpage di cui ti ho parlato in questo articolo sono aspetti determinanti di qualunque buon lavoro di ottimizzazione. Questa disciplina, tutt’altro che morta, è fatta di tentativi e riscontri, che possono portare il tuo consulente SEO a rivalutare, di volta in volta, le sue strategie.

Seo on page fa rima con contenuti di qualità

Insomma, fare SEO significa comprendere le dinamiche del mercato di riferimento del cliente, e avere un quadro preciso della concorrenza. Ma significa, anche, pubblicare contenuti di qualità e diffonderli attraverso i giusti canali. Che poi sarebbero le piazze virtuali (social e forum) in cui si trovano i tuoi clienti potenziali.

La stesura di preventivo di consulenza SEO dipende dal tuo mercato di riferimento, da quanto è “affollato il tuo settore”, e dal risultato che vuoi ottenere.

Ricorda che una corretta strategia SEO non è sufficiente per vincere nello Z.M.O.T., ma rappresenta indubbiamente un punto imprescindibile di un buon piano di Inbound Marketing.

Dal paradosso della scelta al marketing inbound

Dal paradosso della scelta al marketing inbound

Uno dei paradossi della società dei consumi è quello della troppa scelta. In una prospettiva razionale un’ampia gamma di prodotti e servizi dovrebbe essere un fatto positivo. Invece, di fronte a un esasperato assortimento di opzioni, il nostro senso di frustrazione aumenta. In questo articolo ti parlerò di euristiche ed algoritmi, e di come devi essere competitivo nel tuo mercato con l’inbound marketing.

Costretti a scegliere ogni giorno (anche online)

Scegli in continuazione. Dal tragitto che percorri in auto per arrivare alla tua destinazione, all’università che hai frequentato, alla persona che hai sposato, alle opportunità di lavoro che sarai in grado di cogliere. Che tu te ne renda conto oppure no, sei frutto delle scelte che compi.

In una situazione reale le possibilità di scelta sono, di solito, limitate. Fino a pochi decenni fa, le esperienze delle persone erano quasi esclusivamente reali. Tutto era tangibile.

Oggi l’offerta di prodotti e servizi è esplosa. Siamo sempre connessi. Internet, fruibile da motori di ricerca, app e socialnetwork, è in grado di esporci a innumerevoli possibilità, click dopo click. Conversazione dopo conversazione.

Il principio classico, secondo cui gli individui preferiscono sempre avere la possibilità di scegliere, sembra avere delle eccezioni. Se il numero delle opzioni diventa eccessivo, infatti, gli aspetti positivi della scelta vengono annullati. Da un punto di vista psicologico, dare troppa scelta alle persone non migliora le loro condizioni di vita, ma porta depressione e insoddisfazione. La scelta implica una rinuncia. Ma potenzialmente ne implica n. Più vasta è la scelta, più vasto sarà il numero di possibili alternative a cui rinunciare. Più lungo i tempo per decidere. Cresce l’insoddisfazione. Come fai a sapere se hai fatto la scelta migliore tra n possibilità?

Vincere l’imbarazzo della scelta: euristiche e algoritmi

Scegliere efficacemente

I meccanismi che ci aiutano a compiere delle scelte sono di due tipi: euristiche di pensiero, per le persone, algoritmi per i computer. Ciò che induce una persona a prendere una decisione è tutt’altro che casuale, allo stesso modo in cui il risultato di un algoritmo viene determinato dalla struttura dell’algoritmo stesso.

La scelta è il risultato di processi che sfruttano l’esperienza di un individuo per catalogare una situazione, e formulare una risposta.

Esempio di processo euristico→ Ti presento un panetto di plastilina gialla e uno azzurro. Quale scegli?

Il processo che il tuo cervello attiva pesca i colori, focalizza quello che preferisci, probabilmente in funzione di ricordi o esperienze che hanno reso quel colore importante o meno. A quel punto potrai scegliere. Anzi avrai già scelto.

Il risultato è, invece, la risposta data dall’algoritmo ad una determinata richiesta.

Esempio di processo algoritmico → Cerco su Google “euristica”.

Ecco che l’algoritmo, che permette il funzionamento del motore di ricerca, restituisce risultati (pagine web), in cui online si parla di euristiche, classificati in ordine di importanza (per l’algoritmo): i primi 10 risultati, costituiranno la prima pagina di ricerca.

Esempio di processo algoritmico → Cerco su “Tripadvisor ristorante di pesce a Roma”

L’algoritmo di ricerca mi restituirà ristoranti che, a Roma, propongono piatti a base di pesce.

E la vita si semplifica.Vediamo come ciò accade, nel dettaglio.

Le euristiche semplificano i processi di scelta nelle persone

scegliere attraverso euristiche e algoritmi

Le persone ricorrono, per via della necessità di risparmio cognitivo, all’applicazione di euristiche, ovvero strategie di risoluzione dei problemi basate sull’analisi di un numero limitato di alternativeIn questo modo si riduce il tempo di ricerca, rispetto all’esame completo e sistematico di tutte le possibili risposte.

Leuristica è una strategia cognitiva, una scorciatoia di pensiero che permette alle persone di compiere delle scelte, ricavare inferenze dal contesto, attribuire significato alle situazioni e prendere decisioni a fronte di a problemi complessi o di informazioni incomplete.

Il principio che giustifica l’esistenza di euristiche parte dal presupposto che l’individuo metta in atto comportamenti sulla base di elaborazioni delle informazioni provenienti dall’ambiente esterno. Questo paradigma, detto della Social Cognition, considera il sistema cognitivo umano come un sistema a risorse limitate che fa uso di euristiche come efficienti strategie per semplificare decisioni e problemi.

Di seguito, ecco le euristiche più comuni.

Euristica della rappresentatività

Si tende a classificare un oggetto attraverso il criterio somiglianza o rilevanza, attribuendo caratteristiche simili a oggetti simili, spesso ignorando informazioni che dovrebbero far pensare il contrario. Le euristiche di pensiero implicate nell’associare persone o cose a determinate categorie non tengono conto delle probabilità statistiche, questo perché l’euristica della rappresentatività fa sì che vengano categorizzate persone o cose in base alla loro somiglianza o al loro grado di rappresentatività della categoria stessa. Così, una persona sorridente viene associata a sensazioni positive, e sarà sicuramente più gradevole, rispetto ad una persona accigliata e burbera. Associamo il verde alla natura. O sappiamo leggere frasi di senso sompiuto anche quando alcune lettere vengono nascoste. Anche in questo caso l’euristica usata è quella della rappresentatività.

Euristica della disponibilità

si tende a stimare la probabilità che si verifichi un evento sulla base della vividezza, e l’impatto emotivo di un ricordo, piuttosto che sulla probabilità oggettiva. Se c’è un incidente aereo, improvvisamente calano le prenotazioni per quella compagnia aerea, anche se, statisticamente è abbastanza improbabile che un nuovo incidente si verifichi proprio alla stessa compagnia, magari sulla stessa tratta.

Euristica dell’ancoraggio

si procede al giudizio di una situazione o di una persona, ancorandosi a una conoscenza già nota, e si accomodano le informazioni sulla base di quella conoscenza. Quante volte hai sentito parlare di pregiudizio? Ecco, sappi che si tratta di una euristica adottata dal nostro cervello, che associa situazioni, cose e persone a ciò che già conosciamo. A volte questo da origine al pregiudizio, ma solo nella situazione più estrema. Normalmente, attraverso l’esperienza, costruiamo semplicemente la nostra prospettiva del mondo.

Sai che il marketing ti aiuta a scegliere?

Nel marketing, comprendere il modo in cui le euristiche di pensiero influenzano le scelte di consumo delle persone. La pubblicità è una pratica con radici piuttosto antiche. Pensa che nei porti babilonesi i mercanti ingaggiavano imbonitori per annunciare l’arrivo di vino, spezie e tessuti. A Pompei si diffusero cartelloni accuratamente dipinti per annunciare spettacoli teatrali, carnevali e feste. La storia della pubblicità è ricca di strumenti, tattiche e strumenti utilizzati ancora oggi.

L’obiettivo del marketing, da quando ne abbiamo consapevolezza, è fare in modo che un marchio diventi rilevante nella mente delle persone a cui si rivolge, attraverso una comunicazione distintiva, e un’offerta coerente.

Semplificare il processo di scelta delle persone

Se l’immagine di un determinato prodotto diventa familiare, il nostro livello di fiducia aumenta, e con essa, la predisposizione all’acquisto. L’associazione di un marchio ad una situazione piacevole in uno spot televisivo, farà in modo che davanti allo scaffale del supermercato, la tua scelta ricada proprio su quella marca, di cui hai visto lo spot la sera prima. Ecco che il tuo cervello avrà utilizzato l’euristica della disponibilità. L’immagine vivida del prodotto ti ha indotto a provarlo, a dargli una chanche. Probabilmente hai anche usato l’euristica dell’ancoraggio: è in tv, allora è buono.

La pubblicità, attraverso i mezzi di comunicazione statici, dinamici, o attraverso radio e televisione vuole proprio accorciare le distanze tra azienda e cliente, e semplificare la scelta. Costruire una brand identy efficace e comunicarla al mercato è il modo per diventare conosciuti. Il marketing è il motore del mercato.

Grazie ad internet le possibilità di scelta sono N

Google 1998Ricordo la meraviglia quando la mia prof. di lettere del Liceo parlò per la prima volta di Internet. Ero poco più che una bambina… Tornai a casa stupita. Informai immediatamente mio padre del fatto che presto, in tempo reale, avremmo potuto sapere esattamente cosa accadesse in America, o in qualunque altra parte del mondo, e “interagire” con altre persone attraverso il personal computer. Si apriva una finestra sul mondo che, da allora, avrebbe cambiato totalmente le sinapsi cerebrali dell’intero pianeta a suon di collegamenti ipertestuali e link. L’embrione della rivoluzione.

 

1997. Veniva fondato Google. Il motore di ricerca cataloga e indicizza le risorse del world wide web: foto, newsgroup, notizie, mappe, mail, shopping, traduzioni, video e programmi. Via via la rete si infittisce di contenuti, rendendo evidente quanto ci sia intorno a noi,e oltre a ciò che fisicamente incontriamo nella vita di ogni giorno. Nuovi confini, l’orizzonte si amplia enormemente, insieme al terrore iniziale dei miei genitori che vedevano me e mio fratello assetati di web, curiosi e nottambuli.

Siamo consapevoli del fatto che non si possono avere esperienze dirette che ci inducano a fare scelte davvero consapevoli quando c’è effettivamente troppa scelta. Internet ci mette di fronte a miliardi di informazioni, siti web, immagini e persone. Questo può fare insorgere frustrazione per il fatto di non aver fatto la scelta migliore.

Viviamo in un mondo sempre più complesso, interconnesso. E cosa succede quando le alternative tra cui possiamo scegliere diventano effettivamente troppe? Per fortuna esistono li algoritmi.

Prendere delle decisioni, diversamente, sarebbe quasi impossibile.

Internet e il paradosso della sceltaalgoritmi e scelta su internet

Un algoritmo è un procedimento di calcolo basato sull’applicazione di un numero finito di regole, che determinano in modo meccanico tutti i singoli passi del procedimento stesso.

Nel Medioevo, con il termine algoritmo si indicava ogni procedimento, mediante il quale si eseguivano le operazioni tra i numeri naturali (ad esempio addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione), attraverso la loro rappresentazione decimale con le cifre arabe.

In seguito, il termine è stato esteso a indicare ogni procedimento che consente di risolvere un qualsiasi problema, relativo anche a enti non numerici, in modo meccanico, mediante l’applicazione di un sistema esplicito di regole effettive.

 

La ricerca di algoritmi ha assunto particolare rilevanza con l’affermarsi dell’informatica, in quanto i computer sono essenzialmente esecutori di algoritmi. Gli algoritmi – ideali per il funzionamento di una macchina come il computer con enormi capacità a livello di gestione di sistemi di memoria – spesso risultano inattuabili per gli esseri umani, in quanto richiederebbero di prendere in considerazione un numero talmente elevato di possibilità da risultare, quand’anche attuabili, del tutto antieconomiche dal punto di vista del tempo e dell’economia cognitiva.

L’applicazione di algoritmi, e la loro integrazione nella vita di tutti i giorni vanno dunque in direzione della semplificazione della scelta. Come vivresti senza il tuo navigatore?

Immagina una bella giornata domenicale, e la tua voglia di pranzare in una bella trattoria poco fuori città. Ieri avresti potuto sbagliare trattoria e ritrovarti il un posto molto al di sotto delle tue aspettative. Oggi puoi usare Tripadvisor, e vedere quali ristoranti ci sono, quali hanno recensioni più convincenti, e quali foto dei piatti preferisci.

Gli algoritmi semplificano i processi di scelta delle persone

loghi di alcune aziende che grazie a internet semplificano ogni giorno la vita delle persone

Sopra i loghi di alcune aziende che grazie a internet semplificano ogni giorno la vita delle persone

Google, e i motori di ricerca in generale, ma anche Facebook, o persino i filtri applicati nei sistemi d’acquisto del tuo eCommerce, offrono la possibilità di accedere a informazioni “personalizzate”, date da parametri specificati:

  • la rilevanza semantica di un contenuto
  • le scelte compiute dagli utenti in passato
  • gli interessi di un utente per un determinato tipo di contenuto
  • le relazioni tra utenti
  • la geolocalizzazione

Facilitando le nostre scelte, limitando il numero delle alternative, escludendo dalle molteplici soluzioni possibili tutto ciò a cui non sei interessato. Internet, le applicazioni, il mobile, ci hanno cambiato la vita per sempre, facendo in modo che le nostre scelte, non solo di consumo, ma anche relazionali, siano basate sempre più sull’utilizzo di algoritmi e sempre meno su quello di euristiche.

Ancora non a tutti è chiaro questo processo, ma essere precursori, a volte, significa avere le chiavi del successo e poter prevedere, in ottiche di lungo periodo, come la società dei consumi si evolverà grazie all’utilizzo di sistemi che facilitano le scelte e quindi la vita.

Marketing inbound: fai che il mercato scelga la tua azienda

Diventa un punto di riferimento per la tua nicchia di mercato! Delizia i tuoi clienti con l'Inbound Marketing!

Vuoi diventare un punto di riferimento per la tua nicchia di mercato? Delizia i tuoi clienti!

E tu, sei curioso di capire come intercettare i tuoi potenziali clienti attraverso i nuovi sistemi di comunicazione digitale? Per intercettare nuovi utenti, online, è necessaria una strategia che prenda in considerazione tutti i luoghi della rete presso cui è possibile intercettare chi sta cercando informazioni sul tuo settore.

Per intenderci: hai un ristorante? Dovresti essere su Tripadvisor, e ,probabilmente ,su Istagram (la potenza delle immagini dei tuoi piatti può attrarre non pochi utenti),  ma non puoi rinunciare ad una pagina Facebook, e un sito web, ottimizzato almeno per le ricerche locali.

Vuoi che il tuo diventi il miglior ristorante tipico della zona? Apri un blog sul tuo sito, e attrai traffico per gli argomenti richiesti dai tuoi potenziali clienti, ma non solo. In altre parole, per fare in modo che i tuoi potenziali clienti vengano a conoscenza della tua offerta, e possano sceglierla, ti serve una strategia di Marketing Inbound. Attraverso tutti i canali erogherai assistenza, contenuti utili, pensati per i tuoi utenti e informazioni relative a ricette, territorio, salute, novità e si, anche promozioni. Basta solo non essere autoreferenziale. Non vorrai uccidere la tua audience a colpi di offerte commerciali?

PROGETTA CON NOI LA TUA STRATEGIA INBOUND

Mappe concettuali? Coggle.it

Mappe concettuali? Coggle.it

Hai bisogno di organizzare contenuti attraverso mappe concettuali?

Oggi, condivido con te un tool fantastico per creare mappe concettuali che trovo davvero semplice immediato ed efficace: Coggle.

Abitualmente, usavo Freemind per rappresentare graficamente una mappa concettuale. Fino a qualche giorno fa… Quando, lavorando al sito web dello studio legale di un mio cliente, il programma ha deciso di abbandonarmi.

Prova a immaginare la scena: io che lavoro al nuovo sito web e, come di consueto, analizzo le keyword correlate ai vari servizi offerti dal mio cliente. In questa fase, oltre a scaricare tabelle Excel, con un numero imprecisato di parole chiave, è molto utile rappresentare graficamente le parole, in base all’ambito semantico di appartenenza e alla loro rilevanza.

In seguito, avrei organizzato l’architettura delle informazioni sul il sito, sulla base dello studio condotto sulle ricerche dei clienti. Il settore professionale, vi garantisco, è estremamente ricco di attività e di conseguenza servizi, e una rappresentazione grafica può condurti a una buona strategia.

Hai bisogno di creare una mappa concettuale?

Provo a riscaricare Freemind. Niente da fare. Il mio buon iMac pare non volerne sentire… Freemind non si apre.

Cercando nuove risorse online, mi imbatto in Coggle e, in un batter d’occhio, ecco fatto: problema risolto.

Mappe concettuali super colorate, facili da disegnare, ancora più semplici da modificare

coggle mappe concettuali

Rami colorati e flessibili, possibilità di condividere il file o, addirittura, di fare un pdf e stamparlo o salvarlo. Sì, hai capito bene, salvarlo. Coggle è un tool che Big G mette a nostra disposizione gratuitamente. Guardare per credere. Subito dopo, però, corri a provarlo! 😉

Adesso non solo è tutto più chiaro, colorato ed estremamente flessibile, ma posso condividere la mappa con chiunque, ed entrambi avremo la possibilità di apportare modifiche.

coggle

Coggle: uno strumento utile per rappresentare la struttura di un sito web

Un sito web per uno studio legale che sia davvero utile e organizzato? Ecco come ho pensato di organizzarne i contenuti. Come puoi vedere dall’immagine qui sopra, gli argomenti sono raggruppati in base all’area giuridica di competenza. Questo mi permette di capire come correlare le varie pagine, e evidenzia immediatamente gli argomenti.

Dietro ogni sito si cela uno studio concettuale, basato sull’analisi delle ricerche fatte dagli utenti. Solo in questo modo puoi intercettare le esigenze del tuo pubblico, e fornire risposte adeguate e facilmente comprensibili.

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LE PERSONE CERCANO I TUOI SERVIZI ONLINE?