Ogni promessa è debito e, come scrivevo giorni fa sul mio profilo Facebook, ho da poco consegnato a un cliente, Carmelo Freni, imprenditore messinese, una SEO Audit del suo sito web. Carmelo non sapeva esattamente cosa gli avrei venduto, ma sapeva che lo avrei aiutato a migliorare le performance del suo sito. Nativa Integratori Naturali, così si chiama l’azienda, produce, e vende online, un integratore alimentare per il miglioramento del metabolismo (per i curiosi il sito è www.nativaintegratorinaturali.it).

In questo articolo, ti elenco gli step per condurre una SEO Audit accurata e diagnosticare eventuali problemi del tuo sito o, perché no, di quello di un tuo cliente. Esattamente come io ho fatto con il sito di Carmelo. 

Cos’è una Analisi SEO

Cos'è la SEO audit?

Partiamo dalle definizioni: una SEO Audit è un documento che riporta tutti i dati dell’analisi condotta su un sito web. Un checkup completo e opportuno, dove vengono evidenziate tutte le problematiche e le modifiche da fare. Questo serve a rendere il sito performante dal punto di vista della strategia, della SEO on page e on site, della link building e della velocità di caricamento delle risorse.

Il sito di Carmelo è una semplicissima landing page a cui è agganciato un blog, contenente una ventina di articoli. La landing page è stata fatta da un’altra web agency, di cui ometterò il nome, per la privacy. Carmelo ha poi iniziato a curare il blog, insieme alla moglie. Nessuno dei due si è mai chiesto come dovessero essere scritti i contenuti, ma vedendo il traffico sempre molto basso, hanno deciso di contattarci.

Il sito che vedi adesso online è il risultato di alcuni interventi fatti in seguito alla SEO Audit. Ma non ti nego che i lavori sono ancora in corso, per alcuni aspetti. I risultati si intravedono, ma ancora c’è tanto lavoro da fare. Content marketing in primis.

Ecco una checklist operativa degli step affrontati nel corso della SEO Audit.

Analisi SEO Audit, come si conduce? Ecco una checklist

Seo Audit checklist

Per semplificarti il lavoro, ho suddiviso gli step operativi da affrontare per produrre una SEO Audit. Seguono 7 paragrafi, ciascuno dedicato a una parte di analisi, necessaria per valutare correttamente un progetto web.

#1 Analisi situazionale

Analisi delle buyer personas

Abbiamo condotto un’analisi accurata del mercato, dal punto di vista delle ricerche degli utenti su Google, attraverso diversi strumenti SEO, gratuiti e a pagamento.

La fase iniziale di studio parte sempre da un’analisi delle buyer personas, ovvero gli acquirenti potenziali del nostro prodotto o servizio. Senza conoscere il pubblico del nostro cliente, non puoi formulare alcuna strategia.

Chi sono le persone che vogliamo intercettare? Di cosa si occupano, qual è la loro storia? Quali sono gli argomenti sui quali cercano informazioni? In che punto del loro buyer’s journey, il percorso che un individuo compie fino all’acquisto, vogliamo intercettarli? Queste sono domande a cui devi dare una risposta, prima di passare al passo successivo, ovvero…

Keyword Research

L’individuazione delle keyword di settore, e di quelle a esse correlate, diventa il secondo step della SEO Audit, fondamentale ai fini di una buona strategia. Abbiamo quindi isolato le keyword più rilevanti, e una serie di parole chiave correlate.

Analizzare le parole chiave di un settore merceologico significa scandagliare il web. Comprendere in che modo gli utenti, interessati ai servizi o prodotti del tuo cliente, cercano informazioni online. Quali sono gli argomenti che potrebbero suscitare interesse, e trasformarsi, quindi, in oggetto di ricerca?

Non resta che verificare su Keyword Planner, e altri SEO tool, le parole chiave che abbiamo individuato. Devi comprendere il modo migliore per lavorare su quelle con un maggior volume di ricerca, e bassa concorrenza, su cui costruire la strategia.

Quelle che riporto nella tabella a seguire sono le parole chiave di settore, isolate per www.nativaintegratorinaturali.it.

Keyword primarie Volume Concorrenza Competitor
alimentazione palestra 5400 alta gjav.com, mypersonaltrainer.com, myprotein.it
dieta palestra 1600 bassa www.greenstyle.it
www.greenstyle.it
integratori palestra 1600 bassa www.albanesi.it
www.my-personaltrainer.it
www.abcallenamento.it
integratori naturali 1000 alta mypersonaltrainer.com, macrolibrarsi.it, gjav.com, sorgentenatura.it
glicemia alta 9900 alta www.analisidelsangue.net

my-personaltrainer.it,

www.abilitychannel.tv

berberina 1300 media nutrifarma.it, my-personaltrainer.it, blog.iafstore.com
culturismo natural 140 bassa my-personaltrainer.it,

my-personaltrainer.it,

skepticaldragoon.it

cromo 5400 bassa my-personaltrainer.it, myprotein.it, blog.iafstore.com
esercizi per dimagrire 18.000 bassa  www.portalebenessere.com

www.eserciziperdimagrire.org

www.leitv.it

Un esempio pratico di content marketing inbound per ATTRARRE TRAFFICO QUALIFICATO con la keyword “esercizi per dimagrire”

Diventa un punto di riferimento per la tua nicchia di mercato! Delizia i tuoi clienti con l'Inbound Marketing!

Anche se il blog di Carmelo non parla di esercizi per dimagrire, ho reputato interessante questa parola chiave, e le molteplici keyword long tail a essa correlate (esercizi per dimagrire la pancia, i glutei, i fianchi, le braccia, le gambe, ecc…).

Creare una categoria incentrata su questo argomento, e suggerire il suo sviluppo attraverso il blog, mi sembra un’ottima idea per attrarre traffico qualificato. Il cliente ha anche una palestra, e può confezionare una serie di video sull’argomento. Il che sarebbe ottimo. La keyword, inoltre, non è solo a bassa concorrenza, ma genera anche 18.000 ricerche mensili, in media. “Un piatto ricco in cui ficcarsi”, amici miei (semi-cit.).

Chi cerca “esercizi per dimagrire” vuole dimagrire con il movimento, quindi, è in target rispetto al prodotto venduto da Nativa Integratori Naturali. Sicuramente, attrarremo una persona che vuole allenarsi a casa, e a cui potrebbe certamente interessare provare un integratore naturale, per massimizzare il metabolismo e, quindi, a dimagrire.

Analisi SEO del posizionamento attuale

A questo punto, bisogna passare all’analisi dello stato di salute del sito. Indica, a monte, le keyword per le quali il sito del tuo cliente risulta visibile, entro i primi 100 risultati di Google.

Attraverso SEOZoom, ho estrapolato tutte le parole chiave per le quali il sito è visibile sui motori di ricerca. Da questa analisi si capisce che, rispetto alle keyword individuate durante l’analisi semantica condotta a monte, il sito è invisibile per le keywords di interesse, in quanto posizionato dalla 3° pagina dei risultati, in avanti.

Se il blog fosse strutturato con un’architettura dei contenuti coerente e ben organizzata, in funzione degli argomenti cercati dagli utenti, il sito avrebbe un migliore posizionamento per ogni singola categoria.

Invece, esistevano circa 15 categorie, tutte con pochi articoli, che rendevano ogni tassonomia poco rilevante. Per non parlare dei 20 tag – quasi uno per articolo. 

Definizione della strategia

Sulla base delle parole chiave individuate, puoi costruire anche la tua strategia inbound sul sito. Una rete di collegamenti studiata ad hoc, per posizionare il sito web per per determinati argomenti, correlando gli articoli e creando tassonomie orizzontali e verticali, grazie a tag e categorie. In questo modo la navigazione risulterà più semplice e intuitiva.

Io e Giovanni abbiamo, per prima cosa, dato uno sguardo al sito e a come fosse impostato. Il blog non aveva una sua collocazione in una pagina del sito. Era letteralmente “incastonato” nella landing page. Scelta poco sensata. Le tassonomie erano inesistenti. Se le categorie racchiudevano, più o meno per argomenti, i diversi articoli, i tag erano usati in maniera schizofrenica, priva di senso.

Abbiamo così creato la pagina blog, ed eliminato una serie di categorizzazioni inutili. Dopo aver riformulato le tassonomie, abbiamo impostato il blog come lo vedete adesso.

#2 SEO Audit: ottimizza la SEO on page

Lo snippet deriva dall'on page seo

Lo snippet mostrato da Google in SERP deriva dall’on page seo

Riscrivi title, description, url e alt tag, in base alle keyword

A seguire, occorre ottimizzare, per ogni singola pagina web (pagine, articoli e categorie), tutti i fattori di posizionamento on page. Per il sito di Carmelo abbiamo fatto proprio questo. Ovvero, abbiamo ottimizzato, in base alla strategia adottata:

  •  title
  • description
  • i tag h (h1 – h2, h3 ecc.)
  • i tag alt per le immagini
  • le url di ogni pagina

Tutta l’ottimizzazione on page è stata fatta seguendo le direttive di Google, in modo da correggere del tutto l’indicizzazione del sito.

Suggerimento A seguito di quest’ultima modifica, ricordati di scrivere tutti i redirect 301 opportuni dentro il file .htaccess, per non perdere link juice, ovvero il ranking della vecchia url.

#3 Verifica l’ottimizzazione SEO on site

A parte l’ottimizzazione on page, occorre verificare anche l’ottimizzazione on site. Tutte questioni legate a struttura, backlink e link interni.

Sitemap xml

Uno degli step dell’analisi prevede la verifica della sitemap xml e l’utilizzo di Search Console (Webmaster Tools) per inviarla a Google. Attraverso il plugin SEO Yoast abbiamo escluso dalla sitemap tutto ciò che non serve indicizzare. Inoltre, abbiamo configurato Search Console, e:

  • rimosso le pagine inutili dall’indice di Google
  • inserito la sitemap xml
  • rinviato all’indice il sito web, per fare una nuova scansione

Mappa Utente

È importante verificare la presenza di una mappa utente del sito. Questa è utile ai motori di ricerca per comprenderne la struttura, e per gli utenti, che possono avere un quadro chiaro degli argomenti affrontati sulla piattaforma web. Se la mappa utente non è presente, va inserita. Segnalalo al tuo cliente o, nel caso il sito sia il tuo, provvedi a crearne una.

Gestione pagina 404 e pagina di ricerca interna

Come viene gestita la pagina di errore 404? Oppure, ogni qual volta che, facendo una ricerca nel sito, non trovi ciò che stai cercando, come viene gestita la pagina di ricerca interna al sito? Occorre ottimizzare queste pagine. Possono contenere inviti a proseguire la navigazione, senza dare l’impressione all’utente di aver sbagliato qualcosa (Error 404!). Come?  Ma attraverso delle call to action studiate ad hoc! Sfruttale, per mantenere il lettore incollato al tuo sito.

Analisi dei link interni

L’oggetto di questa parte dell’analisi sono i collegamenti che costituiscono la rete di link interni, funzionale al collegamento degli argomenti e al rafforzamento della correlazione tra le pagine del sito. Quando ci è stato affidato l’incarico, fatto salvo che per i menù e le tassonomie, non c’erano molti link interni al sito. Così, abbiamo costruito delle strategie che correlassero gruppi di argomenti, attraverso anchor text che approfondissero gli articoli, rafforzando i contenuti a vicenda.

In fase di analisi, i dati riportati poi sulla SEO Audit sono inerenti a qualità e numero dei link esterni, e alla quantità di link interni, quasi tutti creati da me e Giovanni, a seguito dell’ottimizzazione del sito. Per i dati su Citation Flow, Topic Flow e Trust Flow ci siamo affidati ai dati estrapolati da tool automatici come Majestic.

Http o Https?

protocollo sicuro https

Il lucchetto verde è simbolo del protocollo sicuro https

Verifica, inoltre, che iI sito offra o meno la navigazione su protocollo sicuro https. Laddove non ci fosse, ed è questo il caso, consigliamo sempre di passare al protocollo sicuro. Specialmente da mobile, gli utenti possono essere scoraggiati a fare acquisti su un sito non sicuro, tanto più se questo particolare, viene evidenziato da Google. Oltretutto, puoi considerarlo ormai un fattore di ranking. Non astenerti, quindi, dal suggerire questa modifica.

#4 Una SEO Audit è anche analisi semantica dei contenuti

La parte della SEO Audit dedicata all’analisi dei contenuti è stata davvero illuminante. In questa fase ti occorrerà verificare fattori come la leggibilità e l’adeguatezza dei contenuti. Attraverso i tools di cui ti parlerò tra poco, puoi fare analisi precise e apportare i miglioramenti necessari. Un po’ come abbiamo fatto noi.

A prima vista, la homepage del sito non ha nessun problema, il contenuto appare “chiaro”, ben distribuito. Ti ricordo che il sito promuove un integratore che ti aiuta a perdere peso, agendo sulla glicemia dei cibi.

I contenuti testuali sono stati analizzati con strumenti online che calcolano la leggibilità di un testo in base all’indice di Gulplease (che tiene conto del rapporto tra lunghezza di parole, frasi e del numero delle lettere) e che estraggono, anche, termini potenzialmente difficili. Essendoci riferimenti ad aspetti medici è normale che i testi non possono essere semplici come in altri contesti. Tuttavia, abbiamo suggerito di adottare uno stile quanto più semplice e comprensibile possibile, nella stesura dei nuovi blog post. Inoltre, abbiamo rivisto alcuni contenuti della homepage, considerata di difficile lettura dal software.

analisi seo dei contenuti

Gli indici della complessità del testo vengono utilizzati anche dai motori di ricerca come fattore di ranking.

Il testo, in generale, risulta leggibile sia per dimensione, che per livello di contrasto, sia su desktop che su mobile. Il white space (spazio bianco tra un capoverso e l’altro) e i titoli H, aggiunti in fase di ottimizzazione, contribuiscono a migliorare la leggibilità.

Suggerimenti per migliorare la leggibilità di un testo

Abbiamo suggerito di adottare più immagini, illustrazioni o grafici da inserire all’interno del testo, per rendere immediatamente comprensibili concetti difficili, un maggior uso della titolazione, dei grassetti o altre convenzioni tipografiche che possano consentire la “scansione” visiva del testo, oltre che la lettura.

Una consulenza fatta bene si misura, anche e soprattutto, dal grado di consapevolezza che riesci a dare al cliente, e dall’attuazione di una serie di migliorie alla strategia, per conseguire prima i risultati sperati.

Un po’ come fa qualunque dietologo. Analizza lo stato di salute del paziente, e dà una dieta da seguire. Se poi non segui la dieta, è ovvio che faticherai a perdere peso. Allo stesso modo, noi, oltre a condurre l’ottimizzazione on page e on site, diamo indicazioni su tutte le criticità riscontrate. Ma poi occorre un cambio di strategia da parte del cliente, altrimenti è tutto inutile.

Suggerimenti per migliorare la coerenza semantica di un testo

Continuando a lavorare alla verifica dei contenuti, ci siamo accorti che il contenuto dell’homepage del sito era tutt’altro che chiaro ai motori di ricerca. E che il settore in cui l’azienda veniva posizionata, per quella pagina, era addirittura “business”. Per stabilirlo, ho scansionato il sito con Majestic, che oltre a rivelare dati su trust Flow e Citation Flow, rileva anche il Topical Trust Flow.

Inizialmente, non capivo perché. Poi, attraverso l’estrazione delle entità semantiche, con un altro software (ti svelerò di quale software sto parlando nell’apposita sezione), ho capito che la maggior parte del testo della homepage era contenuto nella parte bassa della pagina. Esattamente, qui:

Nativaintegratori testi nascosti in homepage

Ormai, questi due contenuti sono stati spostati in due pagine nuove. Fino a qualche giorno fa, però, erano in homepage, falsando completamente l’argomento della pagina, perché piuttosto corposi. Come puoi vedere dalla figura sotto.

dandelion estrazione entity

#5 Link building

In base all’attività editoriale sul blog, puoi suggerire la pubblicazione di nuovi contenuti utili. Questo può aiutare a costruire nuovi link in entranti da fonti esterne, così come il coinvolgimento di esperti del settore.

Si può, inoltre, effettuare un’analisi specifica per i siti che competono su parole chiave di interesse, vedere se ci sono casistiche, con un numero di backlink interessanti, e trovare (anche tramite altri metodi) dei siti correlati, con cui fare attività di PR, al fine di favorire la creazione di nuovi link verso il sito e aumentare la notorietà del brand.

#6 Segnali sociali: qual è il loro peso nell’analisi SEO?

I “social signals”, ovvero il numero di condivisioni, “like” o commenti che una pagina web riceve sui social, sono tenuti in considerazione da Google nel ranking. Ciò che occorre verificare è se i meta tag open graph sono stati impostati perfettamente, se la Twitter Card è ok, oltre al livello di popolarità di ogni pagina su Facebook.

Nel caso del sito di Carmelo, la homepage è abbastanza popolare, meno popolare il blog, ma è abbastanza chiaro il motivo: è stata creata solo da pochi giorni. E i segnali sociali sono impostati correttamente, anche se mi sento di suggerire l’adozione di un plugin di condivisione più evidente.

7# Valutazione della Performance.
Tools (strumenti) per una SEO Audit accurata

Molte delle analisi per comprendere la performance di un sito web, sono generate da software che aiutano ogni bravo consulente a districarsi. I SEO tool specifici sono essenziali, per valutare le principali caratteristiche e il funzionamento delle risorse coinvolte.

I tempi di attesa dell’utente, prima della visualizzazione dei contenuti di un sito, sono rilevanti sia su KPI relative all’engagement (tassi di rimbalzo e tempi di permanenza), sia in termini di conversione.

All’interno del report commissionato dal cliente, abbiamo riportato l’esito di alcuni test condotti. In particolare ho usato:

Web Page Test, uno strumento free

Con Web Page Test puoi seguire un test gratuito della velocità del tuo sito web, utilizzando i principali browser (contiene anche quelli utilizzati dai dispositivi mobili), e alla velocità di connessione reale dei consumatori. È possibile eseguire semplici test o eseguire test avanzati. I risultati saranno informazioni preziose: una diagnosi accurata del sito e dei modi per migliorarne le prestazioni. Esiste un forum di supporto in cui tantissimi professionisti discutono di ottimizzazione web legata alla performance.

GTmetrix: verifica le prestazioni del tuo sito web

GTmetrix ti dà la possibilità di testare le prestazioni di un sito web, in relazione a velocità di caricamento e ottimizzazione delle risorse. Semplice e intuitivo, i risultati sono di facile comprensione. Questa a mio avviso è la forza di questo software. Le principali funzioni riguardano il monitoraggio delle pagine, e registrandoti (anche gratuitamente) hai accesso a uno storico dei tempi di caricamento delle tue pagine web, nel tempo. Inoltre, puoi testare una pagina da diverse nazioni, nonché da dispositivi mobili.

Google PageSpeed

Google PageSpeed è anch’esso un software che analizza la performance del tuo sito web, attribuendo un punteggio da 10 a 100 sulla velocità del sito da desktop e da mobile. Inoltre, fornisce suggerimenti utili per migliorare le prestazioni del sito. Fai subito una scansione del tuo sito web e comincia a prendere coscienza delle modifiche che dovresti apportare, lato server, e lato css, jquery e cache del sito. Se non conosci questo strumento, sarà un’esperienza entusiasmante. Un po’ meno se non sei un tecnico e avrai bisogno di soluzioni per far fronte a tutte le criticità.

Ecco cosa abbiamo scoperto su www.nativaintegratorialimentari.it

Homepage del sito NaturaLoad

Con gli strumenti di cui ti ho appena parlato, abbiamo valutato quali interventi fossero da effettuare sul sito web del nostro cliente. Quello che occorre fare per migliorare le prestazioni del sito, te lo riassumo in un breve punto elenco. Giusto per soddisfare la tua curiosità.

  1. Attivazione della cache lato browser
  2. Contenuto del sito non compresso lato server
  3. Validazione della cache lato server
  4. Compressione delle immagini o utilizzo di una CDN
  5. Caricamento delle librerie JavaScript alla fine della pagina

Il prossimo step sarà, quindi, trasferire il sito su un server più performante, che ci dia modo di usare sistemi di caching avanzati. Inoltre, comprimeremo tutte le immagini, o valuteremo l’utilizzo di una CDN. E dovrà essere ottimizzato il caricamento delle librerie javascript, mettendole alla fine della pagina, per consentire ai bot una scansione più veloce del sito web.

Altri Tool SEO utili per condurre un’analisi SEO

Tra i diversi strumenti usati, adesso che siamo giunti alla fine di quello che avevo già preannunciato come un articolone sulla SEO Auditi, vorrei indicarti alcuni tool, gratuiti e a pagamento, che trovo utilissimi nella fase di analisi del sito che precede la compilazione del documento.

Analisi delle Keyword

Oltre a Keywordplanner, che non puoi non conoscere, ecco alcuni tool che puoi usare nel lavoro di ricerca delle tue Keyword di settore, e delle parole chiave a queste correlate, e non solo.

  • SEOZoom → Si tratta di un tool a pagamento, ma il costo direi che è accessibile. Ivano Di Biasi, con la sua suite di analisi tutta italiana, offre un valido strumento di analisi delle Keyword. Uno strumento che restituisce tantissime informazioni su concorrenza, volume di ricerca, cpc medio e parole chiave correlate, espresse, anche, attraverso un grafico ad albero molto intuitivo.
    Tool seo SEOZoom
  • Ubersuggest  → Per trovare rapidamente nuove parole chiave non disponibili su Keyword Planner. inserisci la tua keyword e otterrai tantissimi suggerimenti di parole chiave utili per SEO, Content Marketing o PPC. È gratis.
  • Keyword explorer di SEO Tester online → Oltre a darti in pochi secondi un checkup SEO completo, avrai accesso a centinaia di keyword e suggerimenti, analisi dei competitor e tanto altro. Questo strumento è stato sviluppato da un team di giovanissimi sviluppatori di Catania. Per noi, un motivo in più per utilizzarlo. Largo ai giovani.

Scansione del sito:  title, description, tag h e molto altro in Excel

  • Screaminfrog → Un tool utilissimo per scansionare un sito web ed estratte tutti i tag on page ordinati su un file excel. Anche questo strumento si presenta in versione freemium. Puoi scaricarlo gratuitamente, ma scansionerà fino ad un massimo di 500 url. La licenza di utilizzo costa intorno ai 250 euro, per un anno intero, e li vale tutti. Una volta su Excel puoi lavorare filtrando i dati e inserendo colonne che conteggino il numero di caratteri, verificando che siano allineati alle direttive di Google. Inoltre, puoi vedere la struttura del sito e dati come tempi di scaricamento delle risorse, legati quindi alla performance del sito stesso.

Analisi semantica nella SEO Audit

  • Translated Labs → La leggibilità indica quanto un testo sia facile da comprendere. Un testo ben scritto è più efficace, facilmente comprensibile e rapido da leggere. Ci aiuta a stimare/valutare la difficoltà di un testo per meglio pianificare le attività di traduttori e revisori. L’informazione scritta, specialmente in rete, deve essere diretta e ben strutturata. Un’analisi automatica del testo può fornire spunti per migliorarne la leggibilità. Per analizzare i tuoi contenuti, e verificare che siano di facile lettura devi usare un analizzatore di leggibilità come Translated Labs.
  • Dandelion → è un software di estrazione semantica che rileva gli argomenti trattati in una pagina web. Serve a verificare che ciò che percepisci tu, sia chiaro anche al motore di ricerca. Se non fosse stato per questo software non avremmo mai scoperto che l’homepage del sito di Carmelo avesse un problema generato dai contenuti (privacy e condizioni di acquisto) messi in basso sulla pagina. Poco rilevanti all’occhio umano, perché nascosti, ma molto visibili al motore di ricerca.

Analisi SEO della Link Building

  • Majestic → Majestic SEO Site Explorer è un noto strumento di verifica dei backlink. Il tool ha un modello freemium. Senza un account sei in grado di accedere solo alle informazioni generali su un URL richiesto o dominio (ad esempio, numero di domini di riferimento, numero di backlinks esterni, il numero di indirizzi IP, ecc.). Se ti registri con un account gratuito, ricevi informazioni supplementari, ed hai anche l’accesso ai primi 5 backlinks, la top 5 dei domini di riferimento, e le prime 100 pagine (in base al numero di domini di riferimento) per la tua richiesta.

E tu, come analizzi il tuo sito web?

Stupire un cliente con la SEO audit

In questo articolo, oltre ad averti raccontato un po’ del mio lavoro, attraverso la case study di un cliente, ti ho mostrato alcuni spunti, secondo me, interessanti, per condurre un’analisi SEO approfondita e sbalordire i tuoi clienti.

Ovviamente, questo documento richiede tempi di realizzazione non esattamente brevi, ma i contenuti sono di altissimo valore per qualunque azienda che intenda sviluppare il proprio business online. Questo perché la qualità paga, ma, come mi suggerisce Francesco Ambrosino, va anche pagata. Impegno e costanza sono il modo migliore per raggiungere un obiettivo. Quindi, stupisci il cliente dando il meglio di ciò che sai fare, sempre. Il tuo obiettivo è deliziarlo e fare in modo che parli bene di te.

E tu, hai altri tool o strategie da suggerirmi per affinare, ancora di più, il mio lavoro? Se ti fa piacere condividere questo genere di informazioni, non esitare a scrivere nei commenti. Aspetto un feedback da parte tua, anche su questo articolo.

Prima di chiudere, vorrei solo ringraziare te che sei arrivato fino alla fine. Grazie per avermi concesso un po’ del tuo tempo. Se lo hai apprezzato, condividi l’articolo, affinché altri utenti, come te, ne possano beneficiare. Diversamente, fammi sapere su cosa non sei d’accordo. Ogni critica può essere costruttiva.

Alla prossima baby. 😉

Analisi SEO Audit: come verificare lo stato di salute del tuo sito web
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Marialuisa Sanfilippo

Sono Marialuisa Sanfilippo e sono innamorata della comunicazione d'impresa sin dagli anni dell'università. Anche dopo la laurea, nella primavera del 2008, non ho mai smesso di studiare strategie e tecniche per rendere la comunicazione aziendale uno strumento al servizio del cliente, in un’ottica fortemente orientata al marketing inbound.
Questo, insieme a una buona dose di tenacia e costanza, mi ha permesso nel tempo di crescere e migliorami grazie anche alle continue collaborazioni con diversi professionisti del settore.
Ad oggi offro la mia consulenza ad aziende, enti e persone individuando la soluzione più adatta per comunicare con la clientela in maniera efficiente ed efficace, fornire un servizio migliore, guadagnare di più e lavorare meglio.
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